Aids ed Epatite, due nemici da non sottovalutare in Sicilia

Un quadro preoccupante che emerge da una conferenza stampa a Roma, all'Istituto Superiore di Sanità, in occasione del convegno 'Hiv & Hcv : due storie parallele

PALERMO. Aids & Epatite C: due virus che in Sicilia, come nel resto d'Italia, agiscono in silenzio. Un quadro preoccupante che emerge da una conferenza stampa a Roma, all'Istituto Superiore di Sanità, in occasione del convegno 'Hiv & Hcv : due storie parallele. Le sfide futurè. 


Un quadro dell'Aids in Sicilia è possibile, grazie alle cifre del Centro Operativo Aids dell'istituto superiore di Sanità. Per l'Epatite C, solo stime: si pensa che in Italia i pazienti infetti siano tra un milione e un milione e mezzo. Molti anche in Sicilia. Dall'inizio dell'epidemia - era il 1982 - ad oggi in Sicilia i casi di Aids sono stati 2.731, dei quali 19 nel 2010. «L'Hiv ci insegna che una terapia appropriata e ben gestita può dare grandi risultati - dice Antonio Craxì, Professore Ordinario di Gastroenterologia all'Università di Palermo - Nel caso dell'Hiv la cronicizzazione, nel caso
dell'Hcv addirittura l'eradicazione e, quindi, la guarigione.  Questa guerra si può vincere. Le armi ci sono. Saremmo a buon punto se ci fosse più consapevolezza della malattia. È paradossale: sappiamo come combattere il virus, abbiamo a disposizione terapie che si sono dimostrate efficaci, possiamo addirittura confidare nella guarigione del paziente ma ci vediamo costretti a parlare di 'emergenza epatite C' perchè manca la consapevolezza nella collettività che questa malattia esiste ed è spietata».

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