Comunali, a Palermo in undici per diventare sindaco

Nel capoluogo siciliano i candidati sono sostenuti da 28 liste che includono oltre 1.300 candidati per 50 posti in consiglio comunale

PALERMO. A Palermo i candidati in corsa sono undici, sostenuti da 28 liste che includono oltre 1.300 candidati per 50 posti in consiglio comunale.
Si potrà scegliere tra Fabrizio Ferrandelli (Pd, Sel e altre liste civiche), vincitore delle primarie del centrosinistra, e Leoluca Orlando (Idv, Verdi e Fds) che ha deciso di candidarsi non riconoscendo la vittoria del suo ex pupillo, ripudiato per essersi presentato senza l'avallo del partito.
Spaccati Terzo polo e centrodestra. Il Pdl ha scelto di appoggiare Massimo Costa, ex presidente del Coni siciliano, sostenuto anche dal Grande Sud di Gianfranco Miccichè e dall'Udc che così s'è smarcato da Mpa e Fli che, dopo l'Ok del Pdl a Costa, hanno virato verso Alessandro Aricò, deputato regionale 'futuristà. Il Pid dell'ex ministro Saverio Romano appoggia la deputata regionale e collega di partito Marianna Caronia. 
Giuseppe Mauro è in campo per l'Alleanza di centro di Pionati, mentre Riccardo Nuti è l'esponente lanciato dai 'grillinì. In corsa anche il re dell'autonoleggio Tommaso
Dragotto col movimento 'Impresa Palermò, l'ex operaio della Fincantieri Gioacchino Basile schierato con Forza nuova, Marco Priulla del Partito dei comunisti italiani e Rossella Accardo, appoggiata dal movimento dei 'Forconì.



AFFLUENZA. Alle 22 a Palermo l'affluenza alle urne è stata il 47,45% contro il 53,68% delle precedenti comunali del 2007. In calo anche l'affluenza a Trapani: alle 22: 47.3% contro il 54.9% delle precendenti elezioni. Meno afflusso anche ad Agrigento, 54.7% contro il 58.4%.


TENSIONI A PALERMO. Una decina di persone sono state «beccate» dai vigili urbani ad affiggere manifesti elettorali o a distribuire «santini» in prossimità dei seggi: attività vietata dal giorno prima del voto. Sono stati segnalati al prefetto ai quali applicherà una sanzione amministrativa. Ma non solo. Sono stati registrati momenti di tensione al seggio numero 266 nella scuola D’Angelo a Cardillo dove una donna ha trovato una scheda già votata. Il presidente di seggio gliel’ha cambiata, ma la scheda contestata è finita ugualmente dentro l’urna ed è stato necessario l’interventodella la Digos.

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