Sosta vietata a Palermo: la rimozione sarà più cara

È questo l’effetto della delibera, firmata dal commissario straordinario Luisa Latella, per l’adeguamento Istat sulle tariffe per il servizio. Oltre a pagare la multa (38 euro), l’automobilista dovrà sborsare non più 39 ma 59 euro, per un esborso totale di 97 euro

PALERMO. Riprendere l’auto dopo la rimozione del carro attrezzi costerà di più. E non poco. Per la precisione 20 euro. È questo l’effetto della delibera, firmata dal commissario straordinario Luisa Latella, per l’adeguamento Istat sulle tariffe per il servizio di rimozione coatta di veicoli con annessa custodia. Oltre a pagare la multa (38 euro), l’automobilista dovrà sborsare non più 39 ma 59 euro, per un esborso totale di 97 euro.



Un aumento davvero salato per le tasche dei palermitani, a cui però i cittadini dovranno abituarsi in fretta. Il provvedimento, come spiega il documento, è infatti «immediatamente esecutivo». Un adeguamento delle tariffe necessario e - sostengono dalla polizia municipale, dal Comune e dall’Amat, l’azienda direttamente interessata in quanto si occupa direttamente del servizio di rimozione - anche tardivo, visto che i prezzi erano fermi dal 1999. «Finalmente dopo le nostre richieste avanzate che avevamo peraltro avanzato alla precedente amministrazione, il commissario Latella ha firmato la delibera di adeguamento Istat delle tariffe della rimozione che erano ferme al 1999 – dice il comandante dei vigili Serafino Di Peri -. Tariffe peraltro che rimangono le più basse rispetto alle altri grandi città del paese». Di Peri sottolinea anche come «assieme allo street control (le telecamere utilizzate dai vigili per sanzionare le auto in sosta selvaggia, ndr) servirà a combattere ancora più energicamente il fenomeno della doppia fila, spesso causa di intralci alla circolazione».
 

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