Palermo, la Favorita ripulita dopo il pic-nic

Nel polmone verde della città sono tornati operativi gli operai comunali di Ville e giardini. A Vergine Maria la spiaggia è sempre più sporca nonostante l’estate bussi alla porta, il Foro Italico si è svegliato con un tappeto di spazzatura

PALERMO. Alla Favorita sono tornati a pulire gli operai comunali di Ville e giardini, a Vergine Maria la spiaggia è sempre più sporca nonostante l’estate bussi alla porta, il Foro Italico si è svegliato con un tappeto di spazzatura minuta. Cronache dell’indomani del Primo Maggio dai tre luoghi a perdere della città, dove non resta più nemmeno l’aria, il mare, il sole. Prima tappa, il parco che da piazza Leoni conduce fino a Valdesi. Ieri è andato in scena il replay di quello che si era già visto lunedì mattina. Il dirigente comunale di Ville e giardini, Domenico Musacchia, ha richiamato all’opera i suoi uomini per una nuova bonifica. «E non abbiamo faticato più di tanto – afferma soddisfatto Musacchia – perché dopo il picnic la gente ha lasciato i sacchi di immondizia ben ordinati. Ha vinto il buon esempio – sottolinea il dirigente comunale – il nostro sacrificio per tenere pulito il parco. Ciò dimostra che se tutti fanno la loro parte, i cittadini rispondono positivamente. Ed è servita anche la campagna lanciata dal Giornale di Sicilia per sensibilizzare i gitanti a rispettare la natura». Una dichiarazione confermata da quello che succede sulla spiaggia di Vergine Maria.


Dopo l’ultimo intervento di pulizia della Gesip, a inizio aprile, nessun operatore ecologico ha più messo piede nel tratto di costa dominato dalla Tonnara Bordonaro. In compenso l’abbandono fa passi da gigante. Come dimostra la vecchia barca che fino a sabato era una specie di cassonetto sulla sabbia e che ieri mattina si trovava in acqua, affondata a pochi passi dalla battigia e da Giusi Arena e Miriam Schirò, madre e figlia, stese al sole per qualche ora di relax. «È il nostro primo giorno di mare – raccontano –almeno l’anno scorso c’erano i cestini». Ultima fermata, il Foro Italico. Sul prato, i segni più evidenti e nocivi post Primo Maggio. Se ne rammaricano Giacomo Miriana, medico, a passeggio con la moglie Ida e i liceali Paolo Rubino e Sebastiano Caracappa, seduti su quel che resta delle panchine di ceramica di Parrucca, a studiare Dante: «Il Foro Italico è come un limbo dove manca la speranza». Musacchia, però, accende un lumicino, assicurando che da oggi partiranno i lavori per recuperare il manto. «Un trattore taglierà l’erba, poi inizieranno le operazioni di semina. Anche in questo caso, abbiamo bisogno di collaborazione da parte dei cittadini, quando semineremo e metteremo le transenne, nessuno dovrà calpestare il prato. Speriamo di recuperarlo entro luglio». Francesco sicilia

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