Regionali, approvato il contratto: sì alla mobilità dei dipendenti

Via libera all'attivazione del mutuo da 558 milioni, al contratto dei regionali e all'istituto della mobilità interna. Niente fondi, invece, per le associazioni, gli enti e le fondazioni inserite nell'ex tabella H che viene completamente azzerata

PALERMO. Via libera all'attivazione del mutuo da 558 milioni, al contratto dei regionali e all'istituto della mobilità interna. Niente fondi, invece, per le associazioni, gli enti e le fondazioni inserite nell'ex tabella H che viene completamente azzerata. Ecco il bilancio di un'ennesima giornata ad alta tensione al Parlamento siciliano, all'indomani dell'impugnativa di buona parte della Finanziaria da parte del Commissario dello Stato. Soltanto alle 20,30 - l'Aula era fissata alle 12 - Sala d'Ercole riesce appena ad approvare il disegno di legge presentato dal governo che permette l'attivazione del mutuo. Norma che non aveva superato l'esame del Commissario.



Le risorse riguarderanno spese di manutenzione straordinarie e ristrutturazione di immobili della Regione, il rinnovo dei contratti dei forestali, la conservazione e il restauro di beni archeologici, l'acquisto di attrezzature per l'amministrazione giudiziaria, i trasferimenti in conto capitale destinati ai Comuni per la costruzione di alloggi di carattere popolare.
Via libera poi al contratto dei regionali (incremento del 2,5 per cento per i dirigenti e del 2 per cento per tutti gli altri dipendenti) e alla cosiddetta mobilità interna, alla possibilità per i dipendenti di essere trasferiti per esigenze di servizio, senza bisogno di ricevere l'assenso del lavoratore o dell'assessorato di provenienza. L'aula ha, infatti, approvato anche un ordine del giorno che autorizza il governo a promulgare la manovra senza le parti impugnate.
Tutto il resto è rinviato a dopo le Amministrative. In standby, infatti, fino alla prossima seduta fissata per il 9 maggio, i fondi dell'ex tabella H, gli stipendi per i lavoratori dell'Ente acquedotti siciliano e gli aumenti per gli ex Pip di Palermo.


Nel pomeriggio, era stata battaglia per più di tre ore in commissione Bilancio tra governo e opposizione. A maggioranza erano stati approvati due disegni di legge che, prevedendo un fondo globale di 77 milioni di euro, salvavano la tabella H, l'elenco di oltre 160 associazioni e centri studi vicini ai partiti, destinatario di circa 32 milioni di contributi a pioggia, gli stipendi per i lavoratori dell'Eas (mille persone che a questo punto rischiano di non potere ricevere gli stipendi) e lo stanziamento aggiuntivo di 500 mila euro per i 3.200 ex Pip di Palermo. «Adesso daremo battaglia», avevano annunciato i capigruppo di Pdl e Grande Sud Innocenzo Leontini e Titti Bufardeci, all'uscita dalla commissione. E battaglia è stata. «Armao è come l'ultimo giapponese rimasto a guardia del bidone di benzina, mentre gli altri sono già andati via», dice Salvino Caputo (Pdl).


«In un quadro finanziario gravissimo, l'Ars ha dato un segnale di compattezza votando i documenti finanziari nello spirito il più costruttivo possibile», risponde Francesco Musotto (Mpa). I due ddl approvati in commissione non sono stati discussi dall'Aula, rinviata al 9 maggio, il giorno dell'udienza preliminare per il presidente Raffaele Lombardo, che comparirà davanti al gup con la richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura di Catania, su ordine del gip, per concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio. Il quarto ddl, invece, col quale il governo Lombardo intende recuperare parte delle norme impugnate (tra cui fondo immobiliare da 800 mln e cantieri lavoro) è stato inviato dalla Presidenza dell'Ars alle commissioni di merito. Se ne parlerà più avanti.

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