Palermo, stadio Barbera gremito per la veggente di Medjugorje

Oltre 30mila fazzoletti bianchi sventolanti hanno salutato dagli spalti Marija Pavlovic Lunetti, tornata nel capoluogo siciliano dopo 11 anni per un incontro di preghiera. Impressionante la partecipazione dei fedeli dell'isola e non solo. I racconti della gente

PALERMO. Oltre 30mila fazzoletti bianchi sventolanti hanno salutato dagli spalti dello stadio «La
Favorita» di Palermo Marija Pavlovic Lunetti una delle «veggenti» di Medjugorje, tornata nel capoluogo siciliano dopo 11 anni per un incontro di preghiera.   Una massiccia e imponente partecipazione dei fedeli siciliani e non solo: non è mancato, infatti, chi, saputo con il passa
parola dell'incontro, è saltato sul primo aereo pur di essere allo stadio per ascoltare le parole di Marija. Poco prima delle sette la veggente, mentre recitava il rosario, si è bloccata in un silenzio assoluto ed è entrata in contemplazione come fa sempre durante le apparizioni della Madonna. Tutto lo stadio si è alzato in piedi applaudendo e invocando il suo nome. 


La donna, che ha invitato a «stringersi attorno alla Chiesa», racconta di avere apparizioni quotidiane della Vergine fin dal 1981. La «Regina della Pace», uno dei nomi con cui viene chiamata la Madonna di Medjugorje, le avrebbe rivelato nove dei dieci segreti annunciati dai «veggenti». Il 25 di ogni mese, poi, la Vergine Maria comunicherebbe a Marija un messaggio da diffondere ai credenti. I cancelli dello stadio sono stati aperti alle 14 ma c'era chi come una giovane donna di Roma era già in coda da questa mattina con in braccio la figlia affetta da un ritardo mentale. «Vengo da lontano - racconta - ma non ho avuto dubbi nell'affrontare il viaggio e venire con la mia bimba per chiedere la grazia. Avevo già pensato varie volte di andare a Medjugorje: non appena ho saputo che Marija sarebbe stata a Palermo ho fatto subito il biglietto. È un'esigenza che senti dal profondo del cuore non facilmente spiegabile. Ti affidi alla Madonna e le chiedi di avere la forza per andare avanti».


Un sentimento condiviso da Michele Saso, assistente amministrativo di un istituto comprensivo di Ciminna e fondatore di una cooperativa Onlus. «Ho due figlie di 21 e 16 anni - racconta - entrambe affette da tetraparesi spastica a causa di una malattia genetica. Quando è nata la seconda lo sconforto si è impossessato di me e mia moglie e solo nella Madonna e nella fede abbiamo trovato la forza e la speranza di andare avanti. Solo loro i nostri angeli e loro ci sorridono: da 10 anni ogni anno andiamo a Medjugorje. La nostra ormai è una missione».

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