In Sicilia un esercito di consulenti

La Regione resta l'amministrazione più generosa con centinaia di incarichi a personale esterno. Tra gli ultimi casi spicca il super esperto nella pianta rara che avrebbe percepito 150 mila euro per quattro anni. C'è il Comune che vanta due giornali e un tg per informare la gente, quello che rilascia il tesserino per cercare funghi, il sindaco che si circonda di esperti di ogni tipo

PALERMO. La Sicilia si conferma «reginetta» delle consulenze. Mamma Regione resta l'amministrazione più generosa con centinaia di incarichi a personale esterno. Tra gli ultimi casi spicca il super esperto nella pianta rara che avrebbe percepito 150 mila euro per quattro anni. Ma l'universo delle consulenze della pubblica amministrazione è sterminato. C'è il Comune che vanta due giornali e un tg per informare la gente, quello che rilascia il tesserino per cercare funghi, il sindaco che si circonda di esperti di ogni tipo. E poi una miriade di altri progetti e servizi svolti presso scuole, Camere di commercio, aziende sanitarie. Il tutto ricorrendo talvolta a un bando pubblico, altre affidando gli incarichi in maniera diretta. Il ministero della Funzione pubblica ha raccolto i nomi e i compensi inviati dalle amministrazioni di tutta Italia, Sicilia compresa: sono ben 276.350, costati nel 2010 circa 1,2 miliardi di euro.


Estrarre i numeri dell'Isola non è facile, sarebbero almeno 15 mila i nomi contenuti nelle 1.668 pagine dell'elenco. Complessivamente la spesa prevista ammonta a 101 milioni circa, di cui quasi 43 milioni già erogati. Vero è che a livello nazionale e regionale l'orientamento legislativo è quello di ridurre il numero degli incarichi esterni. Fatto sta, che rispetto ad altre Regioni più grandi, la Sicilia risulta tra quelle che ha tagliato meno la spesa rispetto all'anno precedente: l'11,94 per cento, mentre ad esempio la Campania ha ridotto i compensi del 30,57 per cento, la Regione Lazio del 27,04, la Calabria del 16,55 della Calabria e la Toscana del 13,52.



Non si può dire se siano tutte consulenze «facili», come le aveva definite la magistratura contabile, che aveva parlato pure di «male endemico» e situazione finanziaria «disastrosa». Di sicuro si tratta di una galassia sterminata. Sono i sindaci, spesso, i protagonisti di questo maxi-reclutamento. Nel campo dei media, ad esempio, in pochi battono il Comune di Caltanisetta: con una previsione di spesa di 54 mila euro ha nominato due direttori del periodico d'informazione dell'amministrazione, Michele Lacagnina e Rosa Maria Li Vecchi, mentre Nicolino Digiugno guida il giornale istituzionale su internet.


E sempre Li Vecchi è stata nominata a «direttore del periodico d'informazione istituzionale radio-televisiva dell'amministrazione comunale». Ci sono anche casi curiosi che riguardano somme inferiori. A Condrò, nel Messinese, cento euro sono serviti per un corso per poter imparare a raccogliere funghi. Briciole, in confronto ai 54 mila euro che a Cinisi, in tre anni, andranno a due esperti per la definizione di sanatorie edilizie.



Spesso gli oltre cento milioni spesi sono frutto della somma di tantissimi piccoli incarichi, molti dei quali affidati ad esempio dalle scuole tramite i progetto del Programma operativo nazionale per corsi ad esempio di informatica o teatro. Più ingenti in certi casi le spese delle aziende sanitarie provinciali. All'Asp di Siracusa 53 mila euro sono serviti per un progetto di prevenzione sull'uso di nicotina. Al provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria di Palermo, invece, un medico Sias, che presta servizio in un carcere, può guadagnare in sei mesi anche quasi 100 mila euro, da gennaio a giugno 2010 per effettuare «prestazioni mediche».

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

I più cliccati