Regione, mobilità per i dipendenti: sì all'assunzione di 22 mila precari

I lavoratori potranno essere trasferiti per esigenze di servizio e non sarà più necessario ricevere l'assenso del lavoratore o dell'assessorato di provenienza. Vengono dunque superate le attuali regole che di fatto hanno paralizzato l'amministrazione, obbligando talvolta i dipartimenti a reclutare esperti esterni per colmare i vuoti d'organico

PALERMO. I 17 mila regionali potranno essere trasferiti per esigenze di servizio e non sarà più necessario ricevere l'assenso del lavoratore o dell'assessorato di provenienza. Vengono dunque superate le attuali regole che di fatto hanno paralizzato l'amministrazione, obbligando talvolta i dipartimenti a reclutare esperti esterni per colmare i vuoti d'organico che nessuno voleva ricoprire. Resta comunque l'obbligo di «motivare le esigenze tecniche, organizzative e produttive» e informare i sindacati. Il via libera alla norma è arrivato nella notte tra martedì e ieri, nel corso di una lunga maratona conclusa alle prime luci dell'alba con l'approvazione dei documenti contabili grazie a 39 voti favorevoli, 15 contrari e un astenuto.


Enti locali


Via libera per i Comuni alla stabilizzazione dei 22 mila precari, che dovrebbe avvenire attraverso dei concorsi con tanto di prova scritta e orale. I bandi riguarderanno «le figure professionali previste nella dotazione organica dell'ente», nel rispetto dei vincoli imposti dal patto di stabilità. Questa norma ha però suscitato perplessità in diversi deputati, che hanno ricordato già i tentativi bocciati dal commissario dello Stato di assumere a tempo indeterminato questa platea di lavoratori. Abolite poi le commissioni edilizie comunali mentre i componendi dei collegi sindacali delle Aziende sanitarie non potranno svolgere l'incarico per più di due volte nella stessa azienda.


I forestali alle Province


L'effetto domino del provvedimento sulla mobilità è dirompente e trova subito applicazione in un'altra norma sul personale contenuta in Finanziaria: con la soppressione del dipartimento regionale Foreste, le cui funzioni saranno assorbite dal Comando forestale, i circa 26 mila addetti ai vari servizi antincendio e di salvaguardia dei boschi transiteranno più agevolmente in capo alle Province. «Già esistono i distretti dislocati nelle varie aree della Sicilia - ha spiegato l'assessore Sebastiano Di Betta - in questo modo sarà più facile gestire il personale in base alle esigenze del territorio». I contratti resteranno comunque invariati e le risorse saranno sempre assegnate dalla Regione, tanto che il presidente Raffaele Lombardo, ricordando l'ipotesi di abolizione delle Province, ha parlato di «un primo segnale del decentramento di funzioni che attribuiremo ai liberi consorzi di Comuni».


Enti regionali


Sempre in materia di personale, l'Aran, agenzia che si occupa della contrattazione dei regionali, non sarà soppressa ma avrà anzi un budget di 300 mila euro per strutturarsi. Prevista invece l'abolizione dell'Agenzia per l'impiego, le cui funzioni saranno svolte dal dipartimento regionale del lavoro. Come annunciato saranno soppressi anche i Sepicos, i servizi di controllo strategico. I consorzi ittici saranno invece commissariati e dunque decadranno i consigli d'amministrazione il cui costo si aggirerebbe sul milione di euro all'anno. Soppresse pure le commissioni ambientali provinciali «col taglio di 120 posti di sottogoverno» ha spiegato ancora l'assessore Di Betta.


Società partecipate


Il personale appartenente alle società collegate alla Regione, per le quali è stata disposta la liquidazione, sarà trasferito in altre partecipate entro 90 giorni dall'entrata in vigore della finanziaria. Dunque sarebbe sfumata l'ipotesi del licenziamento e della successiva riassunzione in un nuovo ente, procedura questa che ad esempio era stata utilizzata per la riforma del 118 in Sicilia. 

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