Estorsione a ristorante, condanne a Gela

GELA. Pene per complessivi 34 anni di reclusione sono state inflitte dalla corte d'appello di Caltanissetta, presieduta dal giudice Salvatore Cardinale, nel processo «Redibis» a carico nove esponenti di «Stidda» e «Cosa Nostra» gelesi, accusati di estorsione aggravata nei confronti di un ristoratore, costretto dopo 12 anni di vessazione a emigrare all'estero. Gli affiliati alle famiglie
mafiose mangiavano a sbafo e pretendevano in aggiunta 600 mila lire al mese, divenuti 300 euro, con l'entrata in vigore della nuova moneta, cui si aggiungevano i 700 euro di una tantum per Natale, Pasqua e Ferragosto.

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