Le mani della mafia nel business dei rifiuti

PALERMO. La procura di Palermo ha scoperto lo 'zampino' di Cosa nostra nella gestione del ciclo dei rifiuti nel palermitano. I carabinieri hanno alzato il velo su quella che definiscono "la massiccia penetrazione mafiosa all'interno del Coinres, il consorzio per la raccolta dei rifiuti tra 22 Comuni dell'Ato 4". Per gli investigatori "le amministrazioni comunali interne al consorzio" avrebbero consentito di far guadagnare al boss Francesco Lo Gerfo, colpito oggi da ordine di custodia in carcere, "ingenti somme di denaro attraverso un'impresa direttamente riconducibile a lui e fittiziamente intestata a terzi", che è stata sequestrata.  Lo Gerfo avrebbe gestito sia le estorsioni che il controllo sistematico degli apparati elettronici da gioco installati negli esercizi commerciali del proprio territorio.      
Un'altro indagato nell'operazione antimafia di oggi, Antonino Messicati Vitale, già condannato per 416 bis, sarebbe il reggente mafioso di Villabate (Pa) e avrebbe estorto denaro ai proprietari della sala ricevimenti "Villa Fabiana". Secondo le indagini la famiglia mafiosa di Belmonte Mezzagno (Pa), decimata dagli arresti e dalle condanne nel procedimento  Perseo, sarebbe gestita anche dall'indagato Salvatore Barrale mentre la famiglia mafiosa di Bolognetta (Pa) è gestita anche da Stefano Polizzi.

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