Dimissioni Lombardo, il Pd: "Lasci e indichi la data delle elezioni"

L’area più ostile al governatore chiede il tutto sia indicato ufficialmente già il 24 aprile, quando all’Ars ci sarà la seduta straordinaria sulla vicenda giudiziaria. È una posizione su cui convergono ormai anche le correnti più favorevoli all’intesa con l’Mpa, a cominciare da quella che fa capo a Francantonio Genovese

PALERMO. Patto nel Pd per spingere Lombardo ad accelerare le dimissioni. L’area più ostile al governatore chiede che la data delle elezioni venga indicata ufficialmente già il 24 aprile, quando all’Ars ci sarà la seduta straordinaria sulla vicenda giudiziaria. È una posizione su cui convergono ormai anche le correnti più favorevoli all’intesa con l’Mpa, a cominciare da quella che fa capo a Francantonio Genovese.



La prima mossa l’ha fatta ieri l’area che fa capo a Mirello Crisafulli, Bernardo Mattarella e Enzo Bianco. Al termine di un incontro a Enna è stato deciso di chiedere che Lombardo «annunci la data delle elezioni durante la seduta del 24 aprile». Per Mattarella e Crisafulli «le dimissioni sono inevitabili e doverose sia per la salvaguardia delle istituzioni sia per consentire l’apertura di una nuova stagione non gravata da inquietanti ipoteche». L’area storicamente più ostile a Lombardo anticipa che «in mancanza di una data certa, il Pd in modo unitario dovrà assumere una iniziativa forte»: è il ritiro del sostegno, che farebbe cadere Lombardo. Ciò però non esclude, per Mattarella e Crisafulli, che in vista delle elezioni si possa poi «costruire una coalizione con centrosinistra e forze moderate e autonomiste».



È il passaggio su cui si ritrovano tutte le correnti. Dimissioni certe per evitare imbarazzo al Pd e dibattito aperto sulla scelta del candidato per Palazzo d’Orleans. Per Genovese, che insieme a Papania e Cardinale guida la influente area ex margheritina Innovazioni, «è essenziale che si faccia chiarezza e in questo senso è auspicabile che il 24 aprile Lombardo indichi punto per punto le tappe di questo scorcio finale di legislatura. Sì, anche individuando subito la data delle elezioni».


Per Genovese «da qui al 24 c’è tempo per trovare una intesa con gli alleati» ed è possibile «preparare una coalizione con Pd, Mpa, Fli e Udc individuando un candidato che metta d’accordo tutti». Ma per Genovese ciò passa anche «dalla individuazione di un nuovo segretario del Pd regionale». È, quest’ultimo, uno scenario di equilibri interni. E anche in questo caso Genovese può registrare il recente avvicinamento alle sue posizioni da parte di Davide Faraone. In attesa che pure Cracolici ufficializzi la sua posizione, anche Enrico Letta ha definito «inevitabile» il voto anticipato. E il lettiano Pino Apprendi precisa che «dopo le Amministrative Lombardo deve lasciare Palazzo d’Orleans».



Lombardo non ha ancora sciolto la riserva sulla data. Ha detto solo che lascerà «un minuto prima della decisione del Gup sul rinvio a giudizio chiesto dalla Procura per concorso esterno». I partiti sono ormai proiettati verso elezioni anticipate fra fine ottobre (probabilmente il 21) o al massimo i primi di novembre. «È probabile il voto in autunno. Ma ormai più che chiedersi cosa farà Lombardo bisognerebbe chiedersi cosa faranno i suoi alleati. Dopo le Amministrative si discuterà la mozione di sfiducia a Lombardo» ha detto il presidente dell’Ars, Francesco Cascio.  E dall’Udc, il deputato Marco Forzese propone ai colleghi parlamentari «dimissioni di massa per mettere fine a questo stato di continuo disagio al quale é costretto il popolo siciliano». Le dimissioni di 45 deputati interromperebbero la legislatura. Ma è una ipotesi a cui credono in pochissimi.

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