Amministrative in Sicilia, trionfano gli accordi anomali

L’alleanza che sostiene Lombardo alla Regione non andrà alla prova delle urne. La regola della tornata elettorale del 6 e 7 maggio è quella del tutti contro tutti. Accordi inediti un po’ ovunque con i colpi di scena di Misterbianco e Pozzallo dove eterni rivali si ritrovano clamorosamente insieme: Mpa e Pdl nel primo caso, Pd e Pdl nel secondo

PALERMO. L’alleanza che sostiene Lombardo alla Regione non andrà alla prova delle urne. Pd, Mpa e Fli sono riusciti a trovare una intesa per la candidature a sindaco solo nell’Agrigentino. Per il resto, la regola di queste Amministrative è quella del tutti contro tutti. Alleanze anomale un po’ ovunque con i colpi di scena di Misterbianco e Pozzallo dove eterni rivali si ritrovano clamorosamente insieme: Mpa e Pdl nel primo caso, Pd e Pdl nel secondo.
Fra le città più importanti chiamate al voto col proporzionale, Agrigento è la prima in cui si misura il nuovo corso del Pdl targato Alfano. Il coordinatore nazionale è agrigentino. E lì, all’ombra dei templi, Pd, Mpa e Fli hanno trovato una intesa anti-Pdl lanciando una donna: la segretaria della Cgil, Mariella Lo Bello. Alfano ritrova accanto a sè Grande Sud di Gianfranco Miccichè e lancia l’avvocato Salvatore Pennica che negli anni Ottanta, insieme a Totò Cuffaro, era uno dei giovani che crescevano seguendo Lillo Mannino. Ad Agrigento l’Udc tenta la conferma di Marco Zambuto (che ha perso il sostegno di Sgarbi). Idv e Sel hanno scelto con le primarie Gianpiero Carta. C’è poi l’avvocato ambientalista Beppe Arnone, che non segue il Pd e ci prova da solo.
È un quadro che si ripropone a Sciacca. Il Pdl ricompone il tradizionale centrodestra con Udc e Grande Sud puntando su Fabrizio Di Paola. Pd, Mpa, Fli e Api rispondono con Gioacchino Marsala. Anche in questo caso la sinistra si frammenta: l’Idv punta su Pippo Turco, Sel su Enzo Guirreri. I grillini lanciano Emma Gianni.
Alfano è palermitano d’adozione. E allora ecco che nel capoluogo il Pdl ricompone la storica alleanza con Udc e Grande Sud e prova a eleggere il giovanissimo ex presidente del Coni Massimo Costa. Il Pdl ha rotto l’alleanza col Pid di Saverio Romano che ha puntato sulla deputata all’Ars Marianna Caronia. I finiani e Lombardo hanno scelto un altro deputato all’Ars, Alessandro Aricò. La sinistra si è spaccata: il Pd, non senza fibrillazioni, sostiene insieme a Sel il vincitore delle primarie Fabrizio Ferrandelli che porta con sè una decina di movimenti civici. Ma dall’altra parte c’è Leoluca Orlando (Idv) che raccoglie il malcontento di quanti nel Pd non seguono la linea Cracolici-Lumia (quella dell’accordo con Lombardo alla Regione).
Il terzo capoluogo alle urne è Trapani. Il Pdl farà una corsa solitaria con Vito Damiano. Anche il Terzo polo va da solo: Udc, Fli, Grande Sud e Mpa sostengono Peppe Maurici. Il Pd ha scelto Sabrina Rocca. A Trapani come in quasi tutti i 147 Comuni chiamati al voto spopolano moltissimi candidati sostenuti da una varietà di liste civiche: sono la vera incognita di queste Amministrative. Sposteranno consenso in modo da cambiare gli equilibri?
Nel Trapanese è molto indicativa la corsa a sindaco di Marsala. Ci prova un’altra deputata all’Ars, la capogruppo dell’Udc Giulia Adamo, sostenuta pure dal Pd e pezzi di Fli. Pdl e Grande Sud puntano su Salvatore Ombra che raccoglie anche il sostegno del finiano Massimo Grillo. Per via di questa frattura Fini ha scelto di non dare il simbolo a nessuno. A Marsala si misura anche il consenso di uno dei leader della recente protesta del Movimento dei Forconi, Martino Morsello.
La provincia di Trapani è quella in cui ci sono i centri più grandi chiamati alle urne. Ad Alcamo prova la corsa Mimmo Turano, Udc, che è anche presidente della Provincia (si dimetterà in caso di elezione). Il Pd con l’Idv punta su Sebastiano Bonventre mentre Pdl, Grande Sud e Cantiere popolare puntano su Francesca De Luca. Castelvetrano è uno dei pochi centri dove Pd e Terzo polo (ma senza l’Mpa) hanno chiuso l’accordo: scommettono su Felice Errante. Pdl, Mpa, Grande Sud e Cantiere popolare ribattono con Giovanni Lo Sciuto. A Erice invece si ricompone il vecchio Pdl, Fli infatti sostiene con il partito di Alfano, Grande Sud e l’Udc la candidatura di Ignazio Grimaldi. L’uscente Giacomo Tranchida ci riprova con varie liste civiche e la sinistra sostiene Aldo Marchingiglio.
Il colpo di scena è invece nel Catanese. Nella terra d’origine dei grandi rivali Raffaele Lombardo e Giuseppe Castiglione, Mpa e Pdl sostengono insieme a Misterbianco Nino Condorelli. Il Pd punta su Massimo La Piana ma si ritrova la candidatura alternativa e autonoma di un altro deputato all’Ars, Nino Di Guardo. A Paternò, il centro più grande che va al voto, tutti contro tutti: il Pdl va da solo con Vittorio Lo Presti, il Pd sostiene Mauro Mangano e l’Mpa punta su Nino Naso mentre l’Udc chiude con Vincenzo Palumbo. Si vota anche a Caltagirone, dove Pd e Sel tentano la conferma con Alessandra Foti. l’Idv si stacca e lancia Sabrina Mancuso e il Pdl sceglie Sergio Gruttadauria. L’Udc punta su Carmelo Cinnirella e l’Mpa su Nicola Bonanno.

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