Falso e abuso, chiesto processo per De Luca

La richiesta per il deputato regionale arriva dalla procura di Messina. Coinvolti anche il fratello e altre sedici persone tra amministratori, funzionari e componenti della commissione edilizia comunale di Fiumedinisi nell'ambito dell'inchiesta su una presunta speculazione edilizia nel centro ionico

MESSINA. La procura di Messina ha chiesto il rinvio a giudizio per il deputato regionale Cateno De Luca, il fratello Tindaro De Luca e altre sedici persone tra amministratori, funzionari e componenti della commissione edilizia comunale di Fiumedinisi (Me) nell'ambito dell'inchiesta su una presunta speculazione edilizia nel centro ionico. Al leader del movimento 'Sicilia Verà vengono contestati l'abuso d'ufficio, la tentata concussione e il falso, reati commessi da sindaco della cittadina. La richiesta di rinvio a giudizio riguarda anche funzionario del Comune, Pietro D'Anna e il presidente della Commissione edilizia, Benedetto Parisi, anche loro arrestati insieme a Cateno De Luca e il fratello nel giugno scorso durante le indagini.


Il rinvio a giudizio è stato chiesto anche per il componente della giunta comunale di Fiumedinisi Pietro Bertino, il vice sindaco Grazia Rasconà, l'ex l'assessore Paolo Crocè, i
componenti della commissione edilizia comunale Renzo Briguglio, Angelo Caminiti, Roberto Favosi, Fabio Nicita, Francesco Carmelo Oliva e l'attuale sindaco di Alì (ME) Carmelo Satta coinvolto nell'inchiesta come presidente del Cda della Fenapi, la società
di formazione creata da De Luca.  Al centro delle indagini i lavori per la costruzione di un
albergo, con annesso centro benessere, della società Dioniso srl, l'edificazione di 16 villette da parte della coop 'Mabel', e la realizzazione di muri di contenimento del torrente Fiumedinisi

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