Scimeca incontra i ragazzi del Convitto

A fare gli onori di casa è stato il rettore Marco Mantione. E proprio in questi giorni il regista ha iniziato le riprese di un cortometraggio dal titolo "Convitto Falcone - la mia partita", tratto da un racconto di Giuseppe Cadili

PALERMO. “Quando ho sentito che l'esame del Dna confermava che lo scheletro rinvenut in una foiba di Rocca Busambra era di Placido Rizzotto, mi sono commosso. La
mafia gettando il corpo del sindacalista della Cgil dentro quella buca a Corleone
non voleva solo eliminarlo, ma anche cancellarne la memoria, ma è stata
sconfitta.


Placido è ancora vivo, ed è un simbolo di legalità”. E’ commosso Pasquale Scimeca, il regista che nel 2000  ha diretto il film “Placido Rizzotto”, mentre risponde una delle domande dei ragazzi del Convitto Nazionale “Giovanni Falcone”. A fare gli onori di casa è stato il rettore Marco Mantione. E proprio in questi giorni  il regista ha iniziato  proprio al Convitto le riprese di un cortometraggio dal titolo "Convitto Falcone - la mia partita", tratto da un racconto di Giuseppe Cadili, docente dello stesso istituto e giornalista. Il film sarà proiettato  il 23 maggio prossimo in occasione del ventesimo anniversario della strage di Capaci alla presenza del Capo dello Stato.


L’incontro con Scimeca segue quelli avvenuti nei mesi scorsi con il procuratore della repubblica di Caltanissetta Sergio Lari e il pm Laura Vaccaro, e rientra nel progetto sulla legalità promosso da suor Fernanda Di Monte delle Paoline in collaborazione con alcuni docenti dell’istituto. L’ iniziativa si concluderà ad aprile con l’incontro con il procuratore
nazionale antimafia Pietro Grasso.


Il regista originario di Aliminusa, un piccolo centro in provincia di Palermo, ha sottolineato l’importanza dello studio. “L’istruzione è fondamentale – ha detto – e nel mondo non tutti i bambini hanno questa fortuna, anzi molti sono costretti sin da piccoli ad andare a lavorare. Da ragazzino avrei voluto fare il missionario in Africa per aiutare chi si trova in difficoltà. E in prima media entrai in seminario. Ricordo ancora il discorso che mi fecero i miei genitori al momento di andare via, mi dissero di studiare sempre con
impegno. Non ho mai dimenticato quelle parole”. “Dopo la media ho frequentato il
liceo scientifico, ricordo con affetto il mio professore di matematica con il
quale spesso mi sono trovato in contrapposizione. L’ho incontrato diversi anni fa durante la proiezione di un mio film e quando l’ho visto ci siamo abbracciati”.

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