Sicilia, Economia

Palermo, la crisi investe anche Li Vorsi

Ieri i soci hanno incontrato i lavoratori per fare il punto della situazioni. Rischia di sparire un altro pezzo dell'imprenditoria palermitana. L'assottigliarsi dei volumi d'affari potrebbe far resistere il gruppo fino a dicembre. Poi, tra le ipotesi, gli imprenditori potrebbero decidere di gettare la spugna

PALERMO. La crisi investe il gruppo Li Vorsi. Ieri i soci hanno incontrato i lavoratori per fare il punto della situazione di crisi che rischia di far sparire un altro pezzo dell'imprenditoria palermitana. L'assottigliarsi dei volumi d'affari potrebbe far resistere il gruppo fino a dicembre. Poi, tra le ipotesi, gli imprenditori potrebbero decidere di gettare la spugna. A rincorrersi ci sono anche voci di vendita. Ai lavoratori sarebbe stato comunicato che i prossimi passi saranno orientati verso accordi con i fornitori per regolarizzare i pagamenti e poi, oggi, ci sarà l'incontro con i sindacati per trovare soluzioni. Il gruppo sarebbe intenzionato a garantire finché potra gli stipendi, ma la soluzione all'orizzonte sembra la chiusura temporanea. A partire dai negozi di Alcamo e Castelvetrano.


A seguire potrebbe toccare a quelli di viale Regione siciliana, via La Farina e corso Alberto Amedeo. Non è escluso che i soci si mettano d'accordo per lo «spezzatino» della società. In questo caso ognuno di loro tenterà di riaprire l'attività diversificando la produzione. Sta di fatto che la città rischia di subire un'altra tragedia del lavoro. Nel gruppo lavorano 171 unità, circa una quarantina in cassa integrazione. Nel 2011 c'era stata la richiesta di licenziamento collettivo per 56 lavoratori, trasformato in Cig dopo l'accordo con i sindacati.


Decisioni che sono scaturite dall'erosione dei margini di guadagno a seguito della concorrenza nel campo degli elettrodomestici, dalla chiusura dell'incrocio di via Perpignano per Max Living che, a detta di Li Vorsi, «ha determinato la dispersione della potenziale clientela per la difficoltà di attraversare l'asse viario». Nel 2010 il gruppo ha avuto una perdita di esercizio di quasi 3 milioni a fronte di un fatturato di poco oltre i 55 milioni. Nel 2011 le previsioni davano un fatturato di 43 milioni e mezzo, con un decremento del 21 per cento rispetto al 2010 e a meno 45 per cento rispetto al 2007. «L'occupazione è l'unica garanzia che chiediamo - dice Marianna Flauto della Uiltucs - e la cassa integrazione è lo strumento. Ma oggi l'azienda deve fare chiarezza sul percorso che ha in mente». Il gruppo Li Vorsi non commenta.

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