Chiacchiere e passiate

Se non è estate, proprio ci assomigghia. Oggi abbiamo una giornata che ve ne dovreste andare a mare di gran premura. Oltretutto nelle scuole, giorno più giorno meno,  cominciano le vacanze di Pasqua e i picciriddi sarebbero contenti. Pensate che tra l’una e le tre ci saranno quasi 23 gradi all’ombra. Dovete stare solo attenti a non addummiscirivi sotto il pico perché se no vi assartano i raggi ultraviolenti.

Nel palermitano, a Mondello, c’è già il passio della stagione avanzata e, sparte i picciotti che quelli si partono i primi, si vedono passiare pure i cristiani anziani. Le signore coi capelli viola che camminano con  il pulloverino sopra le spalle e si tengono a braccetto e sapiddu che cosa si contano. Ma poi, siccome con l’età ci aumentò la golosaria, si fermano al chiosco e si fanno fare un bello gelato. E non è conto che si prendono un cono di limone? No, vogliono una coppetta di pistacchio, zuppa inglese e bacio. Con la panna. Ma sì, ogni tanto…

I signori anziani invece si allattariano confrontando le carte delle pinzione o parlano di politica attipo quando c’era lui caro lei, Passiano al sole ma il giaccottino di trapunta non se lo levano, e nemmeno la coppola perché non si sa mai. E invece di gelato, sono licchi di Bianco Sarti o di Aperol con tanto di patatine e noccioline che poi ci arrestano in menzo alla dentiera e ci passa il resto della mattinata a sucarisi i masciddi per fare pulizia.

A me i vecchi mi fanno simpatia. Sarà perché sto arrivando pure io. Ma parlare coi vecchi è sempre troppo bello. E se, con una giornata così, li trovi assittati nella panchina ai giardinetti o in riva al mare, se hai culo riesci a fariti cuntari cose troppo bellissime di quando erano picciotti. E’ come taliare un album di fotografie. E ognuno avi u suo, questo è il bello. C’è quello che nesci la fotografia dei nipotini e ci viene la lacrimuccia, quello che tiene nel portafogli la foto di quando era sordato coi capelli col la brillantina e la bustina militare messa di tre quarti. C’è quello che ha la foto della mugghieri coi figli piccoli e la pettinatura attipo gretagarbo. E si raccontano di quella volta ca iddi… e allora  io ci dissi, e lui aggiarniò… e io u taliavi fermo come un pitruni: iddu appi a calari l’occhi. Insomma ognuno ci mette i suoi 15 minuti di quando si è sentito vero toco della serie a me non la si fa. Tenerume.

Volete mettere col malotempo? Altri discorsi, di salute soprattutto: cu stu friddu mi assummano i rulura… ah signora mia… questa tosse all’anno non mi sta danno pace. Mia figlia insistisce che mi devo ricoverare ma io ci dissi: ma quale, vogghiu moriri a casa. Bella a virità: un voli moriri proprio ma con le amiche, quando il cielo è una coperta grigia, un poco di tragedia si fa.

E comunque per ora approfittatene. Confermo che oggi sarà buono, giovedì pure e venerdì lo stesso. Vediamo che succede sabato che si presenta, a taliallu ora, un poco contrariato. Ma ora magari ci facciamo una carezzina e una piccola maharia e vediamo di farlo diventare più meglio. E se non ne vuole sapere di ragionare, lo prendiamo a cavuci nto rarrieri tanto domenica e lunedì, alla faccia sua, saranno col sole nel cielo che ci comunica ca u Signuri arrivisciu e che possiamo fare festa. E non che facciamo? Patri, Figghiu e Spiritussantu e arrustemo in pace.

 

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