Rifiuti, si allarga l'inchiesta

Oltre ai 121 indagati per interruzione di pubblico servizio potrebbero essere iscritti, sempre con la stessa accusa , nel registro delle notizie di reato centinaia di altri operai dell'Amia, l'ex municipalizzata che gestisce la raccolta, in turno nei giorni del blocco dell'attività dell'azienda per la protesta dei lavoratori

PALERMO. Potrebbero diventare centinaia le persone coinvolte nell'inchiesta aperta dalla procura di Palermo sull'emergenza rifiuti scoppiata in città la scorsa settimana.  Oltre ai 121 indagati per interruzione di pubblico servizio potrebbero essere iscritti, sempre con la stessa accusa , nel registro delle notizie di reato centinaia di altri operai dell'Amia, l'ex municipalizzata che gestisce la raccolta, in turno nei giorni del blocco dell'attività dell'azienda per la protesta dei lavoratori.   I 121 già indagati sarebbero, infatti, solo i dipendenti in servizio duranti alcuni turni di lavoro, mentre i blocchi della raccolta sono durati giorni. I pm stanno valutando anche se agli inquisiti si possa contestare la violenza privata consistita nell'avere impedito ai colleghi di lavorare. Agli atti dell'indagine si stanno aggiungendo gli esposti di alcune associazioni ambientaliste che hanno raccolto le denunce, a cui sono stati anche allegati i referti medici, di cittadini che avrebbero accusato malori a causa dei cumuli di immondizia rimasti in strada per giorni. Se venisse provato il rapporto col blocco della raccolta la procura potrebbe ipotizzare anche il reato di epidemia colposa.  Gli investigatori, infine, non escludono l'eventualità di richiedere misure cautelari a carico degli indagati in quanto l'interruzione di pubblico servizio è punita, nel massimo, fino a 7 anni.

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