Rifiuti, i medici insorgono: "Emergenza sanitaria, puliamo noi"

L'Ordine interviene sulla situazione che da giorni vede la città barricata dietro cumuli di rifiuti scrivendo una lettera al commissario del Comune e al prefetto in cui si chiede un incontro, delle risposte e comunque un intervento immediato per sgomberare la città da tonnellate di spazzatura

PALERMO. Diecimila medici di Palermo e provincia pronti a scendere per le strade e ripulirle pur di scongiurare il perdurare dell'emergenza sanitaria. L'Ordine dei medici interviene sulla situazione che da giorni vede la città barricata dietro cumuli di rifiuti scrivendo una lettera al commissario del Comune e al prefetto in cui si chiede un incontro, delle risposte e comunque un intervento immediato per sgomberare la città da tonnellate di spazzatura.



«La preoccupazione dei nostri pazienti è la nostra - dice il presidente dell'Ordine Toti Amato, sentiti anche i segretari dei sindacati dei medici e pediatri di famiglia, Luigi Galvano (Fimmg) e Fabio Campo (Fimp) -. Siamo già in emergenza, a noi licenziamenti, contratti e pagamenti interessano poco quando si mette a repentaglio la salute delle persone». I camici bianchi tirano in ballo la polizia municipale, «che potrebbe accompagnarci nel tour di pulizia». In modo un po’ provocatorio, a dire il vero. «I vigili - spiega Amato - stanno attuando un progetto-obiettivo per accertare se noi medici siamo in regola con i pagamenti della Tarsu per gli ambulatori. Così dimostriamo non solo che la paghiamo, ma che leviamo anche la spazzatura dalle strade, se serve, assieme a loro».



I rischi concreti dal punto di vista sanitario sarebbero soprattutto le epidemie indotte e le infezioni legate al proliferare di topi e insetti, l'aumentare del randagismo (con relative lesmaniosi e rickettsiosi) connesso alla maggiore disponibilità di cibo per strada e il caldo, con le temperature in progressivo aumento. E poi rischi indiretti: i rifiuti sui marciapiedi mettono a repentaglio pedoni costretti a fare gimcane fra i sacchetti col pericolo reale di essere investiti o di scivolare e farsi male. Per non parlare dei casi di roghi, che fanno scattare pure gli effetti negativi della diossina che si sprigiona nell'aria.


«Riceviamo decine di telefonate preoccupate oltre alle persone che ci contattano direttamente in ambulatorio allarmate per la salute dei propri figli - dice Campo a nome dei medici pediatri - la città è un immondezzaio, la situazione è al limite e noi stiamo anche valutando l'ipotesi di costituirci parte civile». E mentre la Procura sta valutando se aggiungere l'«epidemia colposa» alle ipotesi di reato seguite alle proteste degli operai Amia, i medici si dicono «arrabbiati e delusi» per il silenzio della politica e anche dei candidati a sindaco: «Nessuno parla dell'emergenza reale né va oltre le tematiche contrattuali - conclude Amato -. Chiediamo uno scatto d'orgoglio e la risoluzione del problema, comunque sia: serve il senso di responsabilità di chi ci governa oggi e chi ci governerà domani». 

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