Orlando: "Sugnu candidato per il bene di Palermo"

Il portavoce dell'Idv ha iniziato la sua campagna elettorale traducendo questo annuncio in una decina di lingue dal greco antico all'inglese, dal tedesco al francese, dal portoghese al giapponese, fino ad arrivare all'italiano. E al dialetto siciliano. "Giù le mani dalla città, diciamo basta a chi ha saccheggiato e derubato a chi ha inciuciato e tramato alle spalle. Anche truccando con i brogli le primarie"

PALERMO. «Sono candidato per il bene dei palermitani». Leoluca Orlando portavoce dell'Idv ha aperto la sua campagna elettorale traducendo questo annuncio in una decina di lingue dal greco antico all'inglese, dal tedesco al francese, dal portoghese al giapponese, fino ad arrivare all'italiano. E al dialetto siciliano. «Se non fosse chiaro: sugnu candidatu». Un modo anche per esorcizzare le polemiche nate in seguito alla sua frase pronunciata 20 giorni fa prima delle primarie: «Non mi candido, devo cantarvelo in aramaico?». Dopo oltre un ora di enunciazione del suo programma in caso di vittoria per rilanciare l'economia e rendere più vivibile la città ha chiuso il comizio con la solita frase: «Viva Palermo e santa Rosalia».


«Giu le mani da questa città. - ha urlato tra gli applausi dei suoi supporter riuniti in un cinema - Diciamo basta a chi ha saccheggiato e derubato a chi ha inciuciato e tramato alle
spalle. Anche truccando con i brogli le primarie. Ora è arrivato il tempo di fare di Palermo una città sviluppata, accogliente ed attraente». Ha rilanciato il concetto della
«palude» nella quale è ripiombato il capoluogo siciliano che l'ex sindaco della 'Primavera candida a capitale della cultura 2019. E ha invitato a voltare pagina rispetto agli anni passati caratterizzati »da un'amministrazione corrotta e centralizzata che ha ignorato i bisogni e mortificato i meriti e caratterizzata dalla cultura dell'appartenenza, ovvero rivolgersi a un potente di turno per ottenere i propri diritti Orlando si è impegnato a ricostruire una città "oggi in fallimento per una valanga di sprechi e una gestione
dissennata".


"Occorre eliminare la vergogna della Gesip, di questi anni e mandare a casa quegli amministratori che sono stati compagni di letto degli assessori«. Al finiano Italo Bocchino ha replicato: "Chi considera minestra riscaldata l'esperienza e la competenza
forse dovrebbe tornare a scuola«. E sulla vicenda giudiziaria del governatore Lombardo ha tagliato corto: "Non sparo sulla Croce rossa". Poi un lungo elenco di promesse: dal rilancio del commercio alla migliore fruizione dei beni culturali passando per la salvaguardia ambientale e il rilancio dei piccoli negozi in crisi per l'apertura dei centri commerciali.

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