Primarie centrosinistra: indagato impiegato comunale

Si allarga l'inchiesta della procura sui presunti brogli avvenuti. I magistrati hanno iscritto nel registro con l'accusa di falso un impiegato del municio addetto al rilascio dei duplicati dei certificati elettorali

PALERMO. Si allarga l'inchiesta della Procura di Palermo su presunti brogli avvenuti durante le primarie del centrosinistra per la scelta del candidato a sindaco del capoluogo siciliano: i magistrati hanno iscritto nel registro degli indagati per falso un impiegato del municipio addetto al rilascio dei duplicati delle certificati elettorali.


Il dipendente di palazzo delle Aquile, interrogato dai Pm Ennio Petrigni e Gianluca De Leo, coordinati dall'aggiunto Maurizio Scalia, è finito nell'inchiesta dopo il ritrovamento a casa di una coppia dello Zen, rappresentanti di lista del vincitore delle primarie Fabrizio Ferrandelli, di 60 duplicati di certificati elettorali e di una serie di deleghe per il loro ritiro.


Le deleghe erano tutte in bianco e prive di motivazioni. L'impiegato avrebbe rilasciato i duplicati in assenza di denunce di smarrimento o furto degli originali e a soggetti diversi dai familiari dei titolari, requisiti che la legge impone per ottenere il duplicato.
   Agli investigatori il funzionario indagato avrebbe risposto
che si sarebbe limitato a seguire una prassi diffusa.

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