Un posto (precario) al sole

La notizia è ca tornarono i turisti ca manco ci pare vero, con queste belle giornate, di fermarsi ai Quattro Canti e fare una poco di fotografie a quelli della Gesip che a loro ci pare che si mentono in menzo alla strata per imbroccare il traffico per farci un piacere a loro così possono tirare le fotografie o fare il firmino alle statue della piazza. E poi vanno al Municipio e ci fotografano la ciolla alle statue della fontana mentre i gesip si fottono dalle risate e ci dicono tutte le male parole del mondo alla commissaria Latella. E ci gridano: latella, latella, faccia di panella, semu a pa n’e mortadella. Invece sono a spincione perché nell’ultima simanata che loro si sono mossi per fare cortei di qua e di la, hanno avuto sempre di dietro due o tre carrettini di spincionari come le cucine da campo quando eramo surdati. Dice che ci fanno pure il “suttanovanta” come facevano a nuatri picciutteddi davanti alle scuole.

Insomma, pure loro, almeno col tempo se la stanno passando bene. Rischiano il posto, ma un posto al sole non ce lo leva nessuno. E questo vuol dire che per tutta la settimana ci dobbiamo accollare state imbroccate, cartelloni e sitinni con carambi, poliziotti della celere e perfino puntunieri che sono i più amati di tutti perché basta che ci sono quattro precari assittati supra i scaluni di piazza Pretoria, iddi chiudono il traffico del Massimo a Sant’Antonino. Bravi, bravissimi.

Ma può essere che qualche gesip va a protestare pure a  Mondello? Non penso anche picchì dda non c’è nessuno da inquietare. Solo picciutteddi ca si pigghianu u suli. E approposito di sproposito: anche domani dovete stare attenti ai raggi ultravioletti che, verso l’una, saranno abbastanza forti e possono fare danno: 7,7 su una scala di 10.

Per il resto non succede il resto di niente. Avete visto che con l’ora legale ora l’aperitivo ve lo prendete che c’è ancora luce e c’è più prio. E ora comincia a scivolare pure l’orario della manciata serale perché per quella ci vuole assolutamente u scuru vasinnò a uno ci pare che si sta manciannu u spezzatino di pomeriggio quando di solito, assai assai, uno tasta una stecca di stigghiole e menza birra.

Stasera c’è poca umidita. Chi ha pensiero di farsi una caminata fraschi fraschi con la zita ne approfitti. Consiglio il faro di Capo Gallo oppure le case diroccate dell’Addaura. Perché tra mare e amare c’è solo una “a” suvecchiu

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