Sicilia, Editoriali

Ci sono ancora le menze stagioni

Stiamo sciddicando verso il uichend e manco  ce ne stiamo accorgendo. E pensare che manco un mese fa c’era il vivamaria di malotempo. Ieri fu  una giornata bellissima: non troppo cavuru e certo non c’è stato freddo o vento camurrusu. Oggi sarà uguale, forse un tanticchia più cavuru. E venerdì uguale preciso a oggi.
La verità è che non ci possiamo lamentare perché quest’anno sta facendo pure le menze stagioni, quelle che pareva che non ci dovevano essere più perché il mondo non marcia come deve marciare. E invece il mondo si lamenta di come lo trattiamo ma, alla fine, fa il suo dovere e gira anche se ci girano, capisci a me…
Così abbiamo sotto gli occhi la vera primavera come ci attocca di essere. La natura risponde alla grande. Nelle graste che ancora devo sistemare già ci sono le prime pampinelle dei semi volanti portati dal vento e nelle piante di casa già si cominciano a vedere i primi boccioli. Insomma si arruspigghiano tutti. Perfino io.
Questo ci dice già come sarà il tempo nelle prossime settimane? Non lo so. Io non mi fido molto di quelli che pontificano e ci dicono: il ferragosto statevi a casa perché ci sarà troppo caldo. Gli scinziati dicono che poche cose sono tanto complicate quanto la previsione del tempo. Così, secondo me, è meglio dire come sarà oggi, domani, max tra tre giorni ma no di più perché il rischio della malafiura è troppo forte.
Prendiamo Pasqua, per esempio. Le previsioni professioniste dicono che il Venerdì Santo sarà picchioso come al solito e che la lacrimuccia ci sarà pure sabato, domenica e lunedì. La volete sapere una cosa? Io non ci credo. Mi accollo il (leggero) malotempo di venerdì perché il siddiamento del Signore è più vero se c’è una brutta giornata. Ma anche per quel giorno non è conto che c’è una perturbazione in arrivo. No E’ solo questione dell’aria che si riscalda perché le ore di sole aumentano e il calore si sciarria con l’umitità e fanno scintille ca poi finisce che piove un pochino più pi farisi sfregio che altro. Insomma non si può dire: attenzione che arriva una bella perturbazione e ci vuole paracqua e cappotto. No, niente perturbazione. Ma il tempo sarà variabile per cui, mentiamno, il lunnedi di Pasquetta magari a Ficuzza piove e a Partinico c’è un suli di mentersi col costumino. Oppure c’è una bella iurnata ai Chiavelli ma alla Favorita stimpunia. Chi ha la prosopopea di dire oggi  una parola sicura, vi pigghia pi fissa. Quello che vi posso dire è che otto giorno oggi io vi saprò dire che rischio c’è che l’acqua astuta la carbonella mentre ci state posando di sopra le costolette.
Eh sì, ne ho viste di scene comiche con questo tempo che parte buono e poi magari diventa tinto all’improvviso. Così la nannò arriva tutta contenta con le sue tappine e il vestitino di primavera, il nannò con sandali e calzini, i picciriddi con le giapponesi attipo luglio, voi con pantaloncino di raso e canottiera, le ragazze tutte sportive e i ragazzi coi maglietti senza maniche. Poi si scatena l’acqua e dovete in primis infilare i nannò dentro la machina o nella cabbina della lapa, i saittuneddi si infilano sotto la lapa (ma non ve li dovete scordare quando ve ne andate). Voi cercate la ceratina per non fare ammargiare di acqua le cose di mangiare. Alla fine decidete di tornarvene a casa e, mancanza…, il nuvolo scompare e torna il sole ca vi dici: eh pezzo di malaminchiata, ci hai creduto? Ve la pensate: che facciamo? Ri appariamo? Allora prendete a Steve e Kevin, i gemelli, e li mandate sopra un albero attipo Devi Crocchè  e Devi Panelle. Iddi cercano nuvoli ma vedono arrivare solo una partita di uccellini tutti contenti che dicono: ma dove andate? Restate che non succede niente. E poi scappano come i picciriddi che si assicurano ca parono tawsnti piccoli ET con  la bicigretta volante.

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