Rotoli, aumentano le bare in deposito

La protesta della Gesip ha di fatto bloccato le attività del cimitero. In tutto sono 160 le salme nella sala Bonanno. Ad aggravare il tutto, il guasto al forno crematorio non ancora riparato. Il Tar ha dato il via libera di fatto ai lavori per il costone roccioso

PALERMO. Una buona e una brutta notizia. Quella che esaspera quanti attendono una sepoltura è che la protesta Gesip ha bloccato le attività al cimitero dei Rotoli. È salito a 160 il numero delle bare in deposito alla sala Bonanno. E potrebbe aumentare nei prossimi giorni a causa del blocco delle tumulazioni cominciati due giorni fa da Gesip che si limita in questo momento all'accettazione delle salme. Ad aggravare il tutto, il guasto al forno crematorio non ancora riparato. Quella buona che il Tar di Palermo ha dato il via libera di fatto ai lavori per il costone roccioso del cimitero dei Rotoli. Il ricorso presentato dall'Ati composto dalle imprese Cosedil spa, Lattanzi srl e Cantieri Riuniti srl è stato respinto.


Adesso il Comune potrà affidare le opere al Consorzio Ravennate delle Cooperative. Si sbloccano così i lavori per mettere in sicurezza Monte Pellegrino e riaprire la zona interdetta del cimitero chiuso ormai da tre anni. Un intervento che al momento tiene bloccati 800 posti salma ai Rotoli in un momento in cui ce ne sarebbe proprio di bisogno in vista della situazione critica di carenza posti. L'appalto, invece, è bloccato da tre anni La ditta avrà 728 giorni di tempo dall'apertura del cantiere, l'importo complessivo dei lavori è di otto milioni e 550 mila euro.


Una decisione che non allontana l'emergenza. «Credo - ha dichiarato ieri mattina a Ditelo a Rgs Gabriele Marchese, direttore Impianti cimiteriali del Comune - che la posizione ufficiale di Gesip sia quella di effettuare solo l'accettazione delle salme ma non le tumulazioni. Questo determinerà un accumulo delle salme che al 31 marzo potrebbero superare le 200 unità. Meno male che per tempo è stata mandata una squadra in supporto». Ieri le salme erano 160, un numero che oggi certamente salirà visto che ogni giorno a Vergine Maria si registrano circa una ventina di salme in più. E sono sempre più preoccupati i cittadini che si ritrovano faccia a faccia con l'emergenza: «In tutto il cimitero - ha detto a Ditelo a Rgs Lucia Bardarè - c'è un degrado pauroso: dai servizi igienici alla bare a deposito».


Toccante la testimonianza di Davide Costantino: «Ho lasciato la salma di mio padre in deposito giorno 15 - ha detto -, oggi è ancora lì. Quando gli amici di mio padre mi chiedono di poter andare a trovarlo al cimitero mi vergogno perché è veramente triste mandare le persone al deposito». Infine, c'è il problema del guasto al forno crematorio fermo dal primo marzo. La canna fumaria rotta richiede un investimento di oltre 40 mila euro. «Non sono d'accordo - ha detto Marchese- con l'idea di effettuare un intervento tampone che porti a un nuovo guasto. Vorremmo convertire l'alimentazione del forno a gas anche se l'investimento sarà maggiore. In questi giorni con il ragioniere generale del Comune siamo alla ricerca dei fondi».

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