Soldatessa ferita di Gela: condizioni stabili

Monica Contrafatto è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico, riuscito. I medici, che non hanno ancora sciolto la riserva sulla prognosi, ritengono tuttavia che la fase più difficile sia stata superata. Domani la ragazza sarà portata nell'ospedale militare americano di Ramstein, in Germania

GELA. Si preparano a lasciare Gela alla volta della Germania per raggiungere la figlia i genitori di Monica Contrafatto, la soldatessa italiana di 31 anni ferita gravemente, ieri, in Afghanistan in un attacco condotto dai talebani alla 'Fob Icè costato la vita a Michele Silvestri, sergente del 21/o Genio Guastatori.


La volontaria siciliana è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico: le sue condizioni sarebbero stabili. I medici, che non hanno ancora sciolto la riserva sulla prognosi, ritengono tuttavia che la fase più difficile sia stata superata. Domani, Monica sarà trasferita nell'ospedale militare americano di Ramstein, in Germania. La raggiungerà anche il fratello, Giuseppe, di 24 anni, che lavora in Germania e ha rinunciato a rientrare a Gela quando ha saputo dell'arrivo imminente della sorella.


A Ramstein, dunque, si ricomporrà la famiglia Contrafatto. Il padre della giovane soldatessa, Rocco, 69 anni, oggi pensionato Eni, ha viaggiato molto da giovane, avendo lavorato come meccanico nei cantieri dell'Agip per la ricerca e lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi. La madre, Maria Rita Pizzardo, 62 anni, casalinga, è rimasta invece a Gela, ad accudire i due figli. Monica, come la descrivono gli amici, «è stata sempre una ragazza molto determinata, intelligente e intraprendente». Si è diplomata all'istituto commerciale«Luigi Sturzo» di Gela, ha proseguito gli studi, si è laureata in Scienze motorie e poi si è arruolata nell'esercito.


Assegnata al I reggimento Bersaglieri di Cosenza, ha chiesto di poter dare il proprio contributo in una missione di pace ed è andata due volte in Afghanistan. Dopo l'attacco talebano, il suo profilo su Facebook è stato raggiunto da decine di messaggi di auguri, solidarietà, incoraggiamento. A Gela, la casa dei suoi genitori, in via Plinio,  nel quartiere «Locu Baruni», è stata meta continua delle visite di parenti e amici. I carabinieri e l'esercito, con i loro ufficiali, sono stati sempre vicini ai genitori della soldatessa. Anche la notte scorsa che è stata una «notte di veglia» perchè dall'Afghanistan si attendevano notizie dell'intervento chirurgico subito da Monica, per fermare una pericolosa emorragia. La notizia che tutto era andato bene è stata accolta da familiari e amici con grande gioia. E oggi, nelle chiese di Gela, sacerdoti e fedeli hanno pregato per la ragazza.

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