Autolinee, pronti 2000 licenziamenti

I fondi per il trasporto pubblico locale, destinati a finanziare sia le società private che le ex municipalizzate, sono stati ridotti dai 222 milioni dell’anno scorso a 177. Le private, secondo le stime, dovranno tagliare 400 posti

PALERMO. La rivolta contro la manovra della Regione parte dalle società che gestiscono le autolinee e annunciano duemila licenziamenti, passa per i sindacati che chiedono i contratti per 22 mila precari, e arriva fino ai volontari del Corpo nazionale per il soccorso alpino. Non ancora entrata in aula per il primo voto, la manovra messa a punto dall’assessore Gaetano Armao e dal presidente Raffaele Lombardo è già nella bufera per i tagli da circa 400 milioni. I fondi per il trasporto pubblico locale, destinati a finanziare sia le società private che le ex municipalizzate, sono stati ridotti dai 222 milioni dell’anno scorso a 177. È un taglio del 20% che per l’Anav, l’associazione che aderisce a Confindustria, provocherà «duemila licenziamenti, di cui 400 nel solo settore privato».


Per il presidente Antonio Graffagnini «un governo irresponsabile mette in ginocchio il comparto e causa disagi all’utenza. Le altre Regioni d’Italia non hanno subito queste riduzioni. Il Parlamento annulli questo taglio consentendo al settore di continuare a dare lavoro e offrire servizi». L’Anav raccoglie il sostegno della Fittel, che aderisce a Confcommercio. Per il presidente Claudio Iozzi «i licenziamenti scatteranno già ad aprile mentre a essere penalizzati dalla riduzione del servizio saranno gli studenti pendolari e gli anziani. Di tutto ciò il governo dovrà assumersi la responsabilità». Protesta anche l’Asstra, associazione delle aziende pubbliche del settore dei trasporti: per il presidente Mario Bellavista «oltre a dire che toglie risorse, il governo dovrebbe dirci come farà a garantire gli stessi servizi attuali. Il trasporto pubblico locale un servizio essenziale con una forte connotazione sociale che, proprio in questo momento di crisi, andrebbe rafforzato e non boicottato». Le autolinee trovano il sostegno del Pd, che con Giovanni Barbagallo chiede di «non tagliare nulla fino a quando non verranno definiti i servizi minimi essenziali e il piano regionale del trasporto pubblico».



La Uil invece, col segretario Claudio Barone, chiede di «fermare i tagli che colpiscono i lavoratori regionali, si possono trovare soluzioni alternative per dare respiro a una categoria che sta pagando un prezzo troppo alto». Il riferimento è al mancato finanziamento del rinnovo del contratto per i dipendenti. Ma la Uil chiede anche di «trovare una soluzione per i 22 mila precari degli enti locali non ancora stabilizzati. I sindaci - conclude Barone - senza un aiuto non possono risolvere il problema e non possono neanche licenziare questi lavoratori». E anche il Pdl, con un ordine del giorno di Salvino Caputo, ha chiesto al governo «di impegnarsi per garantire la stabilizzazione ai 22 mila precari».



Molte proteste ha sollevato anche il taglio di fondi ai teatri. Armao ha però spiegato che «non ci sono stati favoritismi fra teatri etnei e palermitani. I primi non hanno un contributo nazionale, a differenza dei secondi. Dunque abbiamo un po’ compensato l’effetto di questa carenza». Armao ha anche garantito che il buono scuola verrà finanziato con 8 milioni. E ha dovuto però registrare la protesta del Corpo nazionale soccorso alpino, secondo cui «se nella Finanziaria non saranno stanziati i fondi necessari quantomeno al rimborso delle spese vive sostenute dai 200 volontari, verrà sospeso il servizio».

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