Primarie, si allarga l’inchiesta

Nell’indagine sui presunti brogli anche il Comune di Palermo. I carabinieri hanno acquisito documenti nell’ufficio elettorale

PALERMO. Si allarga agli uffici del Comune di Palermo l'inchiesta sui presunti brogli alle primarie del centrosinistra per scegliere il candidato a sindaco. La settimana scorsa i carabinieri su delega della Procura di Palermo hanno acquisito una serie di documenti nell'ufficio elettorale del Comune per stabilire se le 55 tessere sequestrate a casa di una coppia dello Zen, rappresentanti di lista di Fabrizio Ferrandelli, sono originali o duplicati e se ci sono state irregolarità nel rilascio delle copie.    
Francesca Trapani e Maurizio Sulli sono indagati per incetta di certificati elettorali perché, secondo alcuni testimoni, li avrebbero distribuiti durante il voto nel seggio dello Zen assieme a un euro, contributo per partecipare a alle primarie. A casa loro sono state trovate anche delle deleghe per ritirare il duplicato della tessera elettorale e alcune in bianco. La copia del documento per partecipare alle elezioni può essere richiesta per smarrimento, furto, deterioramento e deve essere ritirata dal titolare o da un parente. Gli inquirenti, quindi, stanno cercando capire come sia possibile che Trapani e Sulli avessero ritirato i duplicati non essendo familiari dei titolari e non essendoci denunce di furto o smarrimento. Nelle deleghe ritrovate, sia a casa della coppia che al Comune, inoltre non era specificata la motivazione per la richiesta del duplicato che sarebbe così stato rilasciato dal Municipio senza i dovuti presupposti.

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