Palermo, madre e figlio cadono dal balcone

I due sono volati giù dal terzo piano di un palazzo in via Crispi. Nessun giallo, ma un dramma familiare. Il racconto del padre del dodicenne. Grave la moglie

PALERMO. Nessun giallo, ma un dramma familiare farebbe da sfondo al tragico incidente accaduto a Palermo, a un ragazzino di 12 anni e a sua madre, ricoverati in ospedale - lei in fin di vita - dopo essersi buttati dal balcone della loro abitazione, al terzo piano di un casermone a pochi metri dal mare.   
Rapporti familiari molto tesi, un bambino con un carattere difficile, il permesso a partecipare alla gita scolastica negato e, a cena, l'ennesima discussione tra madre e figlio: questo il contesto del dramma, col padre spettatore del raptus di follia del ragazzo, che si è buttato giù, e la madre, disperata, che lo ha seguito.  
I primi sospetti sul marito della donna, un meccanico di 41 anni, sembrano dunque essere caduti: la strana dinamica dell'incidente aveva spinto gli investigatori a ipotizzare che fosse stato lui a fare precipitare i familiari. Interrogato dalla polizia la scorsa notte l'uomo, però, ha raccontato la sua versione che avrebbe convinto la polizia. "Eravamo a cena - ha spiegato - e mia moglie ha detto al bambino che non avrebbe partecipato alla gita scolastica". Una punizione decisa dalla donna per una lite che il figlio aveva avuto con un amichetto. Ma il ragazzino, che avrebbe un carattere molto difficile e rapporti tesissimi coi suoi, avrebbe gridato: "io scappo dal balcone". E sarebbe corso verso la finestra buttandosi giù.   Terrorizzato il padre è sceso in strada e, oltre al figlio, sul selciato ha trovato la moglie che, per la disperazione, si sarebbe lanciata giù subito dopo il ragazzo.  
Una versione, quella raccontata dal meccanico, che troverebbe conferma sia dal fatto che nell'appartamento non sono stati trovati segni di colluttazione sia nel racconto di una vicina di casa della coppia, che avrebbe visto la donna lanciarsi giù subito dopo.Resta ancora da capire perché il ragazzino, ai soccorritori del 118, abbia detto che sarebbe stato il padre a farlo cadere. Gli investigatori stanno cercando di comprendere se fosse sotto choc o se dietro ci sia altro. Di certo cercheranno di approfondire quali fossero le dinamiche familiari sentendo i parenti della coppia e tornando a interrogare il meccanico.   Difficilmente a chiarire la storia sarà la donna che lotta contro la morte nella Rianimazione dell'ospedale Civico. I medici hanno rinunciato a operarla.

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