Il centrosinistra e gli accordi sfumati

PALERMO. Rita Borsellino candidato sindaco, il vincitore delle primarie Fabrizio Ferrandelli suo vice, e gli altri due candidati, Davide Faraone e Antonella Monastra, nella squadra di governo, in caso di affermazione elettorale. Era lo schema studiato per fare uscire dal guado il centrosinistra e ricompattare l'alleanza frantumata dagli strascichi polemici e giudiziari prodotti dalle primarie.   
Un lavoro faticoso, fatto nel silenzio delle stanze dei partiti dalle colombe delle coalizione, mentre alla luce del sole i falchi si affrontavano a muso duro, in un clima di tutti contro tutti, con i maggiorenti di Idv arroccati sul "no" a Ferrandelli, l'ex che, candidandosi, aveva tradito gli ordini di scuderia impartiti da Leoluca Orlando. L'accordo, secondo quanto l'ANSA ha avuto modo di ricostruire sentendo alcuni protagonisti della trattativa, prevedeva anche la rinuncia di Rita Borsellino, in caso di elezione, a ricandidarsi per il secondo mandato, con l'impegno che in futuro il centrosinistra avrebbe sostenuto senza alcuna remora Ferrandelli. Un ulteriore tassello per la composizione del puzzle sarebbero state le dimissioni del segretario del Pd, Giuseppe Lupo (sostenitore di Borsellino). Una mossa che in effetti ha evitato la resa dei conti in seno all'assemblea del partito (la data era già fissata) sulla mozione di sfiducia al segretario presentata dalle aree dei democratici favorevoli alle larghe alleanze tra progressisti, moderati e autonomisti (alle comunali appoggiano Ferrandelli), ma che non è riuscita a ricompattare il Pd, lacerato anche per le vicende legate al sostegno al governo di Raffaele Lombardo.    
La trattativa, condotta da uomini vicini a Idv e da alcuni esponenti nazionali del Pd, sembrava ben indirizzata. All'inizio della settimana la partita stava per chiudersi: Rita Borsellino, così come Davide Faraone, sarebbero stati favorevoli all'intesa puntando sulla necessità di riunificare il centrosinistra. Pur con qualche maldipancia da parte dei suoi supporters, persino Ferrandelli sarebbe stato disponibile ad ascoltare il tentativo di mediazione, sempre nel nome dell'unità. Mentre il tavolo del centrosinistra era riunito a Palermo in via informale, dal quartier generale del Pd a Roma è partito l'ok al segretario provinciale dei democratici, Enzo Di Girolamo, a stilare il comunicato ufficiale con cui il partito annunciava il sostegno a Ferrandelli. Evidentemente nel Pd è prevalsa l'anima assolutamente contraria alla candidatura di Borsellino e favorevole a Ferrandelli che ha pressato perché si andasse avanti col risultato venuto fuori dalle primarie.     

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