Amianto, impiegato Amap morto: chieste condanne per 5

PALERMO. La Procura di Palermo ha chiesto la condanna a tre anni di carcere ciascuno di cinque persone accusate della morte di Antonio Profita, un impiegato dell'Amap deceduto a settembre del 2001 per un cancro ai polmoni provocato, secondo gli investigatori, da inalazione di amianto. Di omicidio colposo sono imputati Salvatore e Raffaele Vinciguerra, Gesualdo Adelfio, Gaetano Graziano e Gaetano Paruta che si occupavano del potabilizzatore di Risalaimi, l'impianto a cui lavorava Profita e che sarebbe stato contaminato dall'amianto presente nelle vasche. L'impiegato era addetto al controllo del cloro nell'acqua. Al processo sono costituiti parte civile i familiari della vittima.

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