Il figlio di Provenzano in tv: è polemica

Angelo, primogenito del capomafia, ha rilasciato un'intervista a Sky andata in onda ieri sera sulla trasmissione di Michele Santoro Servizio Pubblico. Il fratello di Borsellino e Veltroni: toni minacciosi dietro alcune parole pronunciate dal ragazzo

PALERMO. Per la prima volta Angelo Provenzano, figlio del capomafia Bernardo, ha rilasciato un'intervista a Sky, andata in onda ieri sera sulla trasmissione di Michele Santoro Servizio Pubblico.
Angelo Provenzano, tra le altre cose, ha ricordato il grave stato di salute in cui versa il padre, detenuto al 41 bis nel carcere di Parma e, pur dicendosi certo che non verrà mai scarcerato, ha invocato per il familiare un trattamento dignitoso.
L'intervista ha scatenato in studio un acceso dibattito e c'è stato chi, come il fratello del giudice Paolo Borsellino, Salvatore, e il parlamentare del Pd, Walter Veltroni, ha ravvisato toni minacciosi dietro alcune parole pronunciate dal ragazzo.


PERITI ESCLUDONO DEMENZA: PROVENZANO CAPACE INTENDERE. Nonostante sia gravemente malato, il boss Bernardo Provenzano "può partecipare coscientemente al processo e difendersi utilmente". Lo sostengono i consulenti incaricati dalla corte d'assise d'appello di Palermo di chiarire se il padrino di Corleone sia capace di intendere e di volere. Accertamento sollecitato ai giudici dal difensore del boss, Rosalba Di Gregorio, che ha più volte denunciato le gravissime condizioni fisiche e mentali del suo cliente.
I due medici - Iaccarino e Crisci - hanno escluso, dunque, che sussista l'infermità che per il codice di procedura penale pregiudica la cosciente partecipazione al processo del capomafia, imputato in appello dell'omicidio di Ignazio Panepinto, ucciso durante la guerra di mafia degli anni '80. Sulla lucidita' del boss i due periti - un neurologo e uno psichiatra - non hanno dubbi, ma che Provenzano sia molto malato si evince anche dalla relazione depositata alla corte: oltre a un inizio di Parkinson e un'encefalite destinata a peggiorare, il capomafia, detenuto al 41 bis a Parma, avrebbe problemi al colon. Tanto che il carcere sollecita da mesi l'effettuazione di una colonscopia che all'interno dell'istituto di pena non può essere fatta e che, per problemi di sicurezza legati al trasferimento all'esterno del paziente, è difficilissimo fare fuori.
All'istanza il legale ha allegato le lettere ricevute dal suo cliente: "Sono sconnesse, dimostrano la sua difficoltà a capire e seguire cosa gli si dice", commenta. Dal carcere, inoltre, si chiede a un neurologo di valutare la possibilità di trovare qualcuno che aiuti il boss nelle attività quotidiane che non sarebbe più in grado di assolvere. Un quadro grave, dunque, sul quale l'avvocato sentirà i periti che il 30 marzo compariranno davanti alla corte d'assise d'appello per illustrare la loro relazione.


SONIA ALFANO: PROVENZANO STA BENE E IL FIGLIO LA SMETTA. "Ancora una volta siamo costretti ad ascoltare il figlio del sanguinario boss Bernardo Provenzano che continua a invocare umanità per il padre detenuto in regime di 41 bis. Mi trovo costretta a ribadire quanto già espresso mesi fa: ho fatto visita a Provenzano in carcere, mi è parso in buona salute e lui stesso mi ha detto che non gli manca nulla". Lo dice l'eurodeputato e responsabile nazionale del dipartimento Antimafia di Idv, Sonia Alfano. "Per cui - aggiunge - il figlio smetta di auspicarne la scarcerazione: è condannato all'ergastolo per le crudeltà di cui è stato capace e dovrà scontare la sua pena fino all' ultimo giorno. Sono certa che 'Servizio pubblico', che oggi intervista il figlio del più crudele capomafia, presto darà spazio, come fatto in passato, anche ai figli delle vittime innocenti di Provenzano o dei suoi sodali. Per esempio sarebbe bello poter sentire una testimonianza di Milly Giaccone, figlia del prof. Giaccone, ucciso per non aver ceduto al ricatto dei mafiosi che gli chiedevano di falsificare una perizia calligrafica". "Milly Giaccone - conclude - aveva soltanto 23 anni quando vide suo padre morto tra i viali alberati del Policlinico, a Palermo".

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