Palermo, a vuoto l'incontro dei candidati delle primarie del Pd

Non c'è stato il faccia a faccia tra i protagonisti del voto, ma solo colloqui individuali con le varie segreterie

PALERMO. Convocati dal segretario provinciale del Pd Enzo Di Girolamo, nella sede dei democratici, i quattro candidati alle primarie palermitane del centrosinistra si sono incontrati solo in corridoio: quella che doveva essere una riunione a quattro, dietro la «regia» di Di Girolamo, alla presenza del suo omologo di Sel, Sergio Lima, è finita con un colloquio a porte chiuse tra i singoli candidati e i segretari del Pd e del partito di Vendola. Il cambiamento di programma è avvenuto per il rifiuto di Rita Borsellino al confronto allargato.


La riunione, convocata dopo le decisioni del comitato dei garanti - che martedì scorso ha confermato il risultato delle primarie, vinte da Fabrizio Ferrandelli, annullando i voti di un seggio, quello del quartiere Zen, viziato da irregolarità - non ha fatto scaturire elementi nuovi. Se da parte del Pd c'è un riconoscimento del risultato, come ha rimarcato ieri anche Davide Zoggia, responsabile Enti locali della segreteria nazionale dei democratici, gli altri partiti della coalizione non hanno un'idea chiara, a parte quella più volte espressa da Leoluca Orlando (Idv) di non riconoscere la vittoria di Ferrandelli e insistere sulla candidatura Borsellino, sconfitta alle primarie per 126 voti.


Intanto, in mattinata si era sparsa la voce che la soluzione all'impasse poteva essere data dalla proposta di un candidato terzo e si era fatto il nome del senatore Ignazio Marino, il quale dice però di non avere alcun commento da fare.

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