Mafia, il Senato dice no all'uso dell'intercettazioni per Vizzini

L'aula con 156 sì, 92 no e 15 astenuti ha accolto, con voto segreto, la richiesta della Giunta delle immunità di non autorizzare la magistratura di Palermo ad usare le intercettazioni telefoniche a carico del senatore del Psi, che sarebbe coinvolto in un presunto giro di tangenti

PALERMO. L'aula del Senato con 156 sì, 92 no e 15 astenuti ha accolto, con voto segreto, la richiesta della Giunta delle immunità di non autorizzare la magistratura di Palermo ad usare le intercettazioni telefoniche a carico del senatore del Psi Carlo Vizzini, presidente della Commissione Affari Costituzionali. La richiesta, come specificato nell'ordinanza del gip di Palermo, riguarda intercettazioni «coinvolgenti casualmente» il senatore e, proprio per questo Vizzini aveva chiesto di dare l'autorizzazione. L'autorizzazione all'uso delle intercettazioni nel quale è stato «casualmente» coinvolto il senatore Carlo Vizzini che non era quindi oggetto di «captazione diretta», rientra nell'indagine su un presunto giro di tangenti legate alla società gas dell'ex sindaco mafioso di Palermo, Vito Ciancimimo. A suo tempo Vizzini aveva chiesto che la Giunta delle immunità desse l'autorizzazione alla Procura di Palermo ad utilizzare le intercettazioni in questione, ma questo suo desiderio non è stato accolto dall'Aula. Prima del voto segreto si erano espressi contro il parere della Giunta l'Idv e la Lega mentre si erano espressi a favore del no della Giunta alla magistratura il Pdl, l'Udc e Coesione nazionale.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

I più cliccati