Il Trapani pareggia ma nulla è cambiato

La squadra di Boscaglia ottiene solo un punto tra le mura amiche, non approfittando del mezzo passo falso della rivale Siracusa

TRAPANI. Tutto è rimasto immutato in vetta alla graduatoria del campionato di calcio di Prima Divisione. Il Trapani, impegnato tra le mura amiche contro il Barletta, avrebbe potuto allungare nuovamente il passo nei confronti del Siracusa, fermato col pari dal Sudtirol in Alto Adige, ma la formazione di Boscaglia è sembrata inizialmente appannata. E’ probabile che, soprattutto nei primi venti minuti, si sia fatto sentire a livello psicologico il ricordo della sconfitta interna di sette giorni prima ma bisogna pur ammettere che il complesso granata ha avuto a che fare con le scorribande di un Barletta conscio che l’unica strada per fermare i padroni di casa era quella di attaccarli. Di fronte alle incursioni sulle fasce di Schetter e compagni, calciatori di una compagine costruita per vincere, il Trapani si è trovato in difficoltà fino a subire il gol di Infantino al 14’ che ha complicato ulteriormente la vita. Attanagliati dall’idea di essere tornati vulnerabili sette giorni prima e di fronte a cotanta frenesia di un Barletta battagliero, già in vantaggio di un gol, i granata non sono stati certamente agevolati.


Nel calcio, e lo sanno tutti, si gioca prima con la testa e poi con i piedi. In questo caso bisognava dar testa a due avversari. Il fantasma della sconfitta col Siracusa e il pimpante Barletta dell’abile tecnico Di Costanzo. E almeno in un paio di occasioni il Trapani ha rischiato di subire il raddoppio degli ospiti. Poi pian pianino la squadra granata ha ricominciato a riordinare le idee mostrando segni di reazione. Poi nella ripresa, i giocatori strigliati psicologicamente a dovere da Boscaglia e grazie all’inferiorità numerica degli ospiti per l’espulsione al 44’ di Mengoni, hanno aperto le ostilità senza soste. Gli ospiti non sono sembrati più quelli di prima anche perché in dieci hanno dovuto fare di necessità virtù subendo l’iniziativa granata. Punizioni e calci d’angolo di casa mettono sotto stress il Barletta.  In una di queste azioni la palla calciata da Madonia finisce in rete ma era in precedenza giunto il fischio del direttore di gara. 


La pressione del Trapani continua fino al tanto sospirato pareggio. E’ il centrocampista Caccetta che al 57’ riceve la palla sul filo del fuorigioco su una conclusione di Gambino e batte da pochi passi l’incolpevole Pane. Il Barletta continua a rischiare sulle  incursioni di Madonia e Daì ma nonostante ciò porta un pericolo con Romondini di testa. Boscaglia tenta il tutto per tutto e inserisce l’attaccante Perrone, peraltro acclamato dal pubblico, al posto di un difensore. Qualche minuto dopo si gioca in parità numerica per l’espulsione del difensore trapanese Filippi per doppia ammonizione. I granata non demordono e Madonia a 4 giri di lancette dal 90' fa la barba al palo dalla distanza. Un minuto dopo lo stadio s’infamma.


Perrone lanciatissimo in area non viene trattato con le giuste cortesie da Migliaccio. Il direttore di gara sembra dirigersi verso il dischetto ma non fischia il rigore, probabilmente su indicazione del suo assistente. Di tutto ciò ne fa le spese un dirigente granata che viene colto dall’arbitro in vena di proteste. L’incontro si conclude praticamente lì. Per il Trapani ha avuto termine un’altra battaglia. E sarà così per altre otto giornate con sei punti di vantaggio sulla seconda. Quel che conta è aver ritrovato la fiducia nei propri mezzi. In sala stampa gli elogi del trainer ospite Cuono Di Costanzo ne danno ampiamente prova.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

I più cliccati