Pappalardo: serve un sindaco-carabiniere

L’ex capo del Cocer in corsa per Palazzo delle Aquile: “Con me Palermo avrebbe finalmente un'immagine diversa da quella di città della mafia. Pronto a rinunciare al compenso"

PALERMO. Si candida a sindaco perché è convinto "che con un carabiniere al comando dell' amministrazione Palermo avrà finalmente un'immagine diversa da quella di città della mafia". E per affrontare la campagna elettorale, il generale Antonio Pappalardo, ex capo del Cocer, ha chiesto alla sua gente un piccolo sforzo economico. "Ho accettato perché me lo hanno chiesto i palermitani - dice prima di riunirsi con i suoi sostenitori in un hotel a Palermo - Non vado in giro regalando pentolame e cucine come sta facendo qualcun altro; non ho soldi, vado avanti con piccoli contributi, anche di 1 euro o 10 centesimi. E' quando diventerò sindaco rinuncerò all'indennità, non prenderò nulla, così darò l'esempio della buona amministrazione".   
Promette che rimarrà in carica, se eletto, per un solo mandato, "poi cederò il bastone di comando ad altri, nel segno dell'alternanza". "Dopo la mia elezione - afferma - riunirò i palermitani allo stadio: in quel momento Palermo si renderà conto di avere svoltato: la gente capirà che avendo eletto sindaco un carabiniere la strada del cambiamento sarà già in atto. Già immagino cosà accadrà a Roma: apriranno i giornali e diranno: 'minchia, a Palermo e' diventato sindaco Antonio Pappalardo, no Peppino Cacace".  
Al centro del suo programma mette il lavoro, l'ambiente, la lotta alla criminalità. "Non ha senso promettere il lavoro portando tre-quattro fabbriche in più - sostiene - Io cambierò il sistema, lavorerò per dare legalità. Nominerò assessore alla sicurezza un carabiniere che coordinerà la polizia municipale, dovrà essere a servizio degli imprenditori e dei cittadini onesti".

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

I più cliccati