Padre Garau: proviamo a non gettare la spugna

Il parroco di San Paolo a Borgo Nuovo risponde ai lettori. Il dibattito trae spunto dalla lettera inviata a Gds.it da un palermitano stanco dei problemi della città

Cari amici, ringrazio il direttore che mi dà l'opportunità di rispondere a voi, che avete commentato l'intervista pubblicata sul Giornale di Sicilia. Intanto un caro saluto a Zaucher che mi indica membro del Potere Parassitario di quella Chiesa che anche io ho criticato privatamente e pubblicamente sui giornali. Mi piacerebbe conoscerti! Però, dovresti conoscere anche tu quei preti e quelle suore che nei quartieri come Zen, Borgo Nuovo, Borgo Vecchio, la Marinella, il Capo, la Vucciria, la Kalsa ogni giorno incontrano ed aiutano l'uomo della strada senza chiedere il certificato di battesimo o la fedina penale o la tessera di partito.
Mi ha molto colpito la frase di quell'uomo o donna che ha due figli e li invita a scappare perché se si volteranno indietro diventeranno statue di sale. E' vero, è molto difficile resistere, ma penso che sia giusto dire anche di provarci a non gettare la spugna. Ho 500 alunni e alunne e insegno loro il coraggio della parola e la dignità della vita. Le difficoltà si troveranno sempre e, se scappiamo subito, scapperemo sempre dinanzi a qualunque scelta importante per la vita.Cara Anna, sono d'accordo con te quando dici che occorre maggiore senso civico. Dio ha donato a tutti noi di nascere a Palermo, ma sta a noi tenere pulite le strade, conoscere le leggi, non pagare il pizzo, conoscere i politici prima di votarli, rispettare il verde, conoscere la storia della nostra città, salutare i passanti, essere gentili con gli anziani, dare la precedenza e non invadere le corsie di emergenza. Insomma, i cittadini dobbiamo vivere la città non dobbiamo subirla!
Caro Giuseppe, il cristiano non deve solo pregare e poi fregarsene della gente. La Chiesa purtroppo educava ad affrontare i problemi sociali chiedendo le 1000 lire. Il cristiano deve interessarsi del territorio facendosi prossimo dell'altro. Spesso noi crediamo che i problemi della città li devono risolvere gli altri senza il nostro contributo. Ad esempio cosa fa la città per incontrare umanamente tutti gli ospiti di Biagio Conte?
Ci rendiamo conto che bisogna fare tanto e che è sempre difficile andare avanti, specialmente per chi ha una famiglia, ma occorre decidere di essere uomini e tentare con la nostra intelligenza e fantasia di trovare delle soluzioni. Non sempre le cose dipendono da noi, ma, parlandone, qualcosa si comincia a intravedere anche se molto lentamente. Dobbiamo fare qualcosa, è nostro dovere! Da dove cominciare? Mettendo amore e dignità nel proprio lavoro! Tutti siamo stanchi, ma mai ho sentito qualcuno che dicesse ai figli: "Coraggio, anche tu dimostra quello che vali qui o lontano, altrove!".

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