Cracolici: "Il Pd deve diventare una forza unita"

Il capogruppo del partito all'Ars e "ispiratore" delle larghe intese: "Non possiamo sottovalutare cosa sta avvenendo a Palermo e il centrosinistra non può restringersi ulteriormente, sarebbe da stupidi". E su Lombardo: "Basta restrizioni"

PALERMO. «Abbiamo sconfitto la sinistra settaria, minoritaria e dei recinti col filo spinato. Ora il Pd deve diventare una forza unita, in grado aggregare il centrosinistra ai moderati e agli autonomisti con l’obiettivo di vincere le Amministrative e fra un anno le Regionali»: eccola la fase nuova che Antonello Cracolici, capogruppo all’Ars e ispiratore delle larghe intese, tratteggia poche ore dopo l’annuncio delle dimissioni del segretario Lupo.


Pensa che sia ancora possibile recuperare l’alleanza con i moderati alle Amministrative?


«Va detto che in alcuni casi i buoi sono già scappati. Ma dove è ancora possibile, e fatte salve le specificità dei vari territori, si può ancora dare un nuovo profilo politico a queste Amministrative. C’è tempo fino alla presentazione delle liste».


A Palermo Fli ed Mpa si stanno sfilando da Costa. Sono ancora alleati possibili?


«Il progetto per la città è la stella polare. È c’è la possibilità di valutare con loro il tipo di interlocuzione possibile visto che ci sarà un primo e un secondo turno. Ma io non escludo a priori l’Udc. Prendo atto invece che il patto che era alla base delle primarie è stato tradito da una parte che in queste ore continua a dire che presenterà un proprio candidato. Così tradisce i 30 mila che si sono recati ai gazebo. Non possiamo sottovalutare cosa sta avvenendo a Palermo e il centrosinistra non può restringersi ulteriormente, sarebbe da stupidi».


E alla Regione? Avanti con Lombardo, magari anche in giunta?


«Io direi che è arrivato il momento di dire basta alle divisioni su Lombardo. È ora di concentrarci sul progetto, che deve vedere al centro il Pd ma insieme ai moderati. Sono certo che nella stragrande maggioranza del Pd ora c’è condivisione su questo progetto. Abbiamo condotto la battaglia interna con l’area Innovazioni e sono convinto che anche Crisafulli sia d’accordo con l’allargamento delle alleanze».


Non teme un rischio scissione di chi non ci sta? Come si riporta all’unità un Pd che esce flagellato da questa fase?


«Chi fa politica ha il dovere di prendere atto che la linea che ha prevalso è questa. Mi fa piacere che anche Lupo parli ora di una fase nuova. Dobbiamo essere in grado di aggregare su un patto per smantellare la Regione».


Si era parlato di un gruppo di reggenti per il dopo Lupo. Finirà così il 27 maggio?


«Sarebbe un suicidio non intraprendere una linea coerente con l’esito delle primarie. Io credo che ci sarà il tempo per individuare un nuovo segretario che interpreti da subito questa linea politica. Gli assetti interni devono essere coerenti».

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