Pd e Terzo polo insieme nei grandi centri: manovra anti-Pdl

Lombardo e finiani stanno replicando a Trapani e Agrigento la manovra in atto a Palermo per isolare il partito rivale nel tentativo di far perdere Alfano in casa

PALERMO. Il rifiuto del patto col terzo polo ha spaccato il Pd palermitano provocando la mozione sfiducia al segretario regionale. Eppure l’alleanza fra democratici, centristi e finiani e autonomisti è una realtà in gran parte dei grandi centri chiamati al voto il 6 e 7 maggio. Allo stesso modo, Lombardo e finiani stanno replicando a Trapani e Agrigento la manovra in atto a Palermo per isolare il Pdl nel tentativo di far perdere Alfano in casa. Ieri le segreterie provinciali di Udc, Fli e Api hanno annunciato che il patto col Pd è virtualmente chiuso a Marsala, Alcamo e Castelvetrano: grandi centri in cui si vota col proporzionale.


A Marsala sono i democratici a sostenere la centrista Giulia Adamo, a Castelvetrano l’alleanza punta invece sul finiano Felice Errante. Ad Alcamo - spiega il finiano Livio Marrocco - manca qualche dettaglio per il sostegno del terzo polo, Mpa compreso, alla candidatura di Nino Papania: uno degli uomini forti, insieme a Lumia e Cracolici, che vogliko guidare il nuovo corso del Pd - e l’avvicinamento al terzo polo - in caso di successo della sfiducia a Giuseppe Lupo. È un accordo che sta marciando a rilento solo a Trapani e anche in questo caso per via del dubbio sulle primarie. Il Pd vorrebbe farle, come ammette il leader locale e deputato regionale Baldo Gucciardi, «ma il terzo polo non è convinto». In ogni caso dall’alleanza sono praticamente esclusi Sel e Idv, cioè gli alleati su cui si è puntato a Palermo. Anche se l’altro leader locale, Camillo Oddo, prova a ricucire: «Io sono per mettere insieme sia il terzo polo che Sel e Idv.


Le primarie? Fino a che non saranno regolamentate per legge ci sono troppi rischi di confusione». A Trapani il Pd punta per ora su due candidati Dario Safina e Vincenzo Abbruscato. I tentennamenti dei democratici potrebbero favorire il colpaccio di Grande Sud che sta provando a ottenere il sostegno del terzo polo a Beppe Maurici. Il Pdl, uscito spaccato dal congresso provinciale, rischia di andare da solo: Tonino D’Alì ha provato a convincere il presidente del Trapani Basket, Pietro Basciano, a scendere in campo ma ha ottenuto un cortese rifiuto. Una situazione analoga ad Agrigento. Nell’altra città di Alfano il Pdl è in cerca di un candidato e soffre i tentativi del terzo polo di escluderlo. Fli e Grande Sud avrebbero pronta la candidatura dell’avvocato Nicola Grillo, che però a sua volta vorrebbe proprio il sostegno di Alfano. Ipotesi che blocca quella parte del Pd che sarebbe disponibile all’alleanza anomala. L’attuale sindaco, il centrista Marco Zambuto, correrà da solo sostenuto dall’Udc e dal Patto per il territorio.


Alla fine a raccogliere un sostegno trasversale potrebbe essere la candidatura civica di un altro avvocato, Salvatore Pennica. I dubbi del Pd sulle alleanze escludono comunque la sinistra estrema. E così a fare le primarie sono soltanto Idv e Sel che domenica si misurano su 4 candidati. Anche perchè nel frattempo il Pd è entrato con propri politici nella giunta provinciale guidata dall’Mpa. Il Pd ha scelto il terzo polo anche a Sciacca, secondo grande centro dell’Agrigentino, isolando ancora una volta Idv e Sel. Il colpo di scena, come spesso accade potrebbe arrivare da tre grandi centri etnei: Caltagirone, Misterbianco e Paternò. Lì, alle falde dell’Etna, dove lo scontro fra Lombardo e Castiglione ha avuto la sua origine, Mpa e Pdl potrebbero ritrovarsi alleati: sono pronti candidati civici, non iscritti a partiti, ma che avranno il sostegno del presidente della Regione e del leader del Pdl.

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