Sicilia, Editoriali

Tempo di donne

Care signore che onorate con la vostra presenza il meteobilli domani vi potete allicchittiare, se dovete andare a festeggiare l’8 marzo ma l’importante è che vi cummigghiati buoni perché, per quanto sentirete, ci saranno meno di nove gradi e, nelle siritine addirittura meno di sei. La pioggia ci sarà per tutto il giorno e qualche schiarita potrebbe, e sottollineo potrebbe, esserci verso le sette di sera. Ma fossi voi non mi fiderei. Questo per quanto riguarda la situazione a Palermo.


Nel resto della Sicilia se la passeranno un poco meglio nell’Agrigentino mentre nel resto dell’Isola pioverà tutta la santa giornata e comincerà ad allargare un poco il tempo verso le otto nel senso che allenta di piovere ma non di fare freddo.


Io me ne sto tornando a Palermo e lascio questa specie di paraddisu che sono le Eolie. Ma per Pasqua ci ritorno sicuro. Stamatina mi andai a fare una bella passiata sotto i nuvoloni scuri che promettevano acqua ma non mantenevano la promessa. Mi sono incuriosito per un cartellone di pubbricità che riportava ca in un locale c’è una festa solo per le femmine di cui ci sono pure i masculi che fanno lo spogliarello. Ora vi devo confessare una cosa. A me questa cosa mi pare come un a nottata di tramontana. Mi fa incazzare perché penso ca è una cosa stupita. La femmina si libera guardandoci la ciolla a un fissa qualsiasi nna una discoteca? Per fortuna qui a Lipari fanno pure altre cose. La mia amica Silvia organizzò una runione delle femmine dove invece parlano di cose serie e soprattutto spianu che l’8 marzo avissi a essiri sempre e no una vota l’anno. Che vordire ca un masculu (patri, maritu, zito) caci rici a una fimmina (mugghiri, suoru, zita): va bene, per oggi hai il permesso di irici a taliari a ciolla al ballerino? Forse raccussi  si lavò la coscienza? E’ chisto ca mi fa incazzare e se una fimmina ci va appresso io mi incazzo ancora di più. Allora io fimmina vado al festino scollacciato poi l’indomani devo lavare pure ipiatta della sera prima perché nessun mascolo si mosse il culo e li lavò? Oppure devo prendere un travagghiu a menzo servizio perché se no chi ci pensa ai picciriddi? Ma piccarità…. A parte il fatto che mia figghia, quella che sa una del tutto, mi spiegò che l’8 marzo non è una data di festa ma ricorda una gran tragedia di cui in una frabbica dell’inghilterra in un incendio morirono una poco di operaie che lavoravano spruttate e sottopagate e tenute quasi schiave. Che c’entra questo con la ciolla dello spogliarellista e, voglio dire, con la ciolla in generale? Picciotte, sentite a me, futtitivinni della ciolla e pensata a mirudda che è l’unica testa che vale quando si tratta di diritti e di doveri. E se dovete tirare qualche piatto prendete benre la mira. Io vi faccio a tutte tanti augurissimi di potervi guardare allo specchio senza bisogno di dovere dire: sugnu masculo, sugnu fimmina, sugnu gay, sugn u nivuro. Ma di potere dire solo: sono una brava persona.

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