Pescatori indiani uccisi: i Marò vanno in carcere

Il tribunale di Kollam ha confermato che, essendo terminato il previsto periodo di due settimane in custodia della polizia, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone devono essere trasferiti in custodia giudiziaria

KOLLAM. Come era nelle previsioni, il tribunale di Kollam ha confermato oggi che, essendo terminato il previsto periodo di due settimane in custodia della polizia, i marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, implicati in un incidente in mare il 15 febbraio in cui sono morti due pescatori indiani, devono essere trasferiti in custodia giudiziaria nel carcere centrale di Trivandrum, capoluogo del Kerala.


Il provvedimento adottato dal giudice accoglie fra l'altro le richieste di una petizione che il console generale Giampaolo Cutillo ha presentato oggi a nome del governo italiano in cui si sottolineava la necessità di un trattamento speciale per i marò per motivi di status e di sicurezza personale. Disponendo la custodia giudiziaria che sarà per un periodo massimo di tre mesi, dopodiché sarà possibile chiedere la libertà provvisoria dietro cauzione, il magistrato ha lasciato alla discrezione della polizia e della Direzione generale delle prigioni la possibilità di valutare se ai due debba essere concesso un trattamento diverso da quello possibile nel carcere di Trivandrum.


Una piccola folla di curiosi ha seguito l'uscita di Latorre e Girone dal Police Club di Kollam che si dirigevano verso il tribunale cittadino. Qui i marò hanno affrontato un folto gruppo di giornalisti, fotografi e cameramen che li ha accompagnati fino all'ingresso dell'aula. Dopo che i legali degli italiani e il procuratore hanno esposto le loro ragioni, il giudice si è ritirato per un'ora in camera di consiglio, emettendo quindi l'ordine di trasferimento immediato a Trivandrum.

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