Sicilia, Editoriali

Malotempo? Briscola a "chiamare"

Occhio alla via. Non vi voglio scoraggiare per il uichend ma mi putissi iucari un pezzettino di pinzione (diciamo 2, 3 leuri) che domenica di doppo pranzo se ne viene l’acqua. Sabato sarà bellissimo e giuro che me ne vado a Mondello a farimi una bella passiata. Ma domenica aggiornerà con un pochino di nuvolo che poi aumenta. Ma per cadere un poco d’acqua se ne dovrebbe parlare verso le quattro. Ma non ci sarà freddo, solo un poco di Ponente e Maestro che porta umito. E chista è a zita.

Come avete capito la gita di sabato è consigliata ma è sconsigliato il uichend fuori casa completamente. Se proprio volete andare al billino solo sabato perché hai voglia di dire: ma no ci andiamo pure la domenica e ce ne scendiamo subbito doppo pranzo. Ma chi a fillata? Doppo pranzo stile billino? Impossibile perché diventa obbligo dormire almeno na para r’uri. Per smaltire. Ma che fa un povero patre di famiglia che la domenica pomeriggio arresta a casa e fuori c’è malotempo? Si possono fare tante cose.


1) Ci assintumiamo davanti alla telemusione e cuntamu tutte le minchiate che ci accollano in tutti i canali (ma lo sapete che al billino, sopra il tetto io ci ho canale 5, canale 4, canale 17, ‘nsino a canale 104, tutti di colori diversi). 2)Riceviamo la visita dei suoceri che quelli non si scantano di niente perché vostra suoggira irrompe in casa attipo Catturandi e grida: aria netta unnavi paura i truona! Seee, assai netta idda ca mpresta piccioli a interesse e si tiene le tracolline dei bambini attipo monte di pietà. I suoggeri si rappresentano e voi sapete che dovete scendere al bar a prendere una bella guantiera di spince che per ora è periodo. 3) Andate a tuppuliare al ragioniere Tantitllo che è amico vostro. Sapete che ha immitati i suoi due cugini. Passate pure dal cavaliere Piparo che ha 80 anni ma ragiona ancora ca pari uno scinziato e così avete accucciato il nummaro magico: 5. Cioè quello necessario per una briscola a chiamare. Non sapete iucari? E’ una briscola quasi normale che si gioca a 5 ognuno per conto suo. Prima di cominciare uno talia le carte e dice quanto vorrebbe fare di punti. Naturalmente se ha il palo buono dice che vuole fare assai. Quello che dice di più chiama il compagno. Menti che uno avi asso, re, cavallo, sette e 5, dichiara ca fa 82 punti e chiama il tre di briscola. Così chi ha il tre diventa suo compagno ma non lo dice. Si capirà sulu quando iddu iuoca u tri. E’ un poco più complicato, c’è pure un monte di quattro carte. Ma l’importante che avete capito com’è. Perché è chiaro che la briscola in 5 è un gioco dove le «amicizie» cambiano in continuazione e si fanno tante infamità che poi  magari vengono restituite cu tantu di interessi. Ma i risati…. I risati non sono normali. E puri i sciarri: ma comu si allallato? M’avevui a dari u carricu  e posi un liscio? Ma pozzu vinciri mai cu tia? Cu mia? Ma picchi tu chi facisti pi farimi capiri ca eri u me cumpagnu? Le signore nel frattempo si scinnunu menzu palazzo e si ammuccano 3,8 kg di pasticceria mignon arrubbata al cavaliere.


Insomma, come vedete come passare il tempo si trova. E sempre a proposito di tempo, la simanata che si apre non sarà come quella che sta passando. Mercoledì e giovedì, un per esempio, acqua pi tutti i ruoti a Palermo e in tutta la Sicilia. Ma ne parleremo lunedì anche perché qualche piccola speranza che ce la scapoliamo ci potrebbe essere. Tante belle cose, divertitevi, non vi sbutrate, occhio ai picciriddi.

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