Fondi europei non spesi, il Pdl: "Usato solo il 12%"

Il partito contro Lombardo. L’assessore alle Infrastrutture, Pier Carmelo Russo, scarica le responsabilità sui ritardi di Anas e Ferrovie. E così, dopo il commissariamento della Regione deciso dal governo nazionale per via dello stop alle erogazioni comunicato dalla Commissione europea, lo scontro si infiamma di nuovo

PALERMO. Fondi non spesi, opere rimaste bloccate. Il Pdl torna ad attaccare il governo Lombardo sull’investimento dei fondi europei. Ma l’assessore alle Infrastrutture, Pier Carmelo Russo, scarica le responsabilità sui ritardi di Anas e Ferrovie. E così, dopo il commissariamento della Regione deciso dal governo nazionale per via dello stop alle erogazioni comunicato dalla Commissione europea, lo scontro si infiamma di nuovo. Il partito di Angelino Alfano ha illustrato una serie di dati che l’eurodeputato Salvatore Iacolino ha portato a Palermo da Bruxelles. «L’Europa - ha detto Iacolino - ha messo a disposizione 6 miliardi e mezzo. Rispetto a questa cifra gli investimenti del governo Lombardo si fermano a 800 milioni, cioè appena il 12% di quanto disponibile. Ma la spesa effettiva è ancora più bassa. In base ai dati raccolti a Bruxelles, incide per appena lo 0,13% del Pil regionale. Anche Bulgaria e Lituania hanno fatto meglio di noi».



Secondo l’europarlamentare, c’è il rischio che l’Ue tolga alla Sicilia la parte di fondi che resterà nei cassetti e in ogni caso «livelli così bassi di spesa potrebbero indurre a riconsiderare eventuali nuovi finanziamenti». Alla conferenza stampa doveva essere presente anche la corrente etnea del Pd. Ma Innocenzo Leontini e l’eurodeputato Giovanni La Via non sono arrivati. C’erano invece i vertici palermitani, Francesco Scoma e Gianpiero Cannella. Secondo Scoma, «si poteva almeno riprogrammare i soldi non spesi per affrontare le emergenze che si sono presentate in questi anni».



Scoma, Cannella e Iacolino hanno anche elencate le principali opere che non sono state portate a termine per effetto di ritardi nella spesa dei fondi europei: la chiusura dell’anello ferroviario di Palermo (201 milioni) e il raddoppio della linea ferroviaria Palermo-Carini (92 milioni), l’acquedotto Gela-Aragona (89 milioni) e quello denominato Montescuro Ovest (86 milioni), la velocizzazione della ferrovia fra Palermo e Agrigento (138 milioni). Iacolino ha poi puntato il dito contro un progetto «per la realizzazione di un centro per la cura del tumore oculare che si dovrebbe realizzare a Catania con un investimento di 47 milioni di fondi europei. Si tratta di un centro che dovrebbe curare una forma molto rara di tumore. Si potrebbe invece investire queste somme per emergenze più diffuse nella sanità».



Ma per l’assessore Russo «la gestione della maggior parte delle opere per cui il Pdl ci accusa di ritardi è affidata a Ferrovie e Anas. Da tempo abbiamo scritto ai vertici di questi enti per sollecitare un’accelerazione delle procedure. Non tutte le colpe sono della Regione».
Il caso infiamma lo scontro all’Ars. L’Mpa, il partito del presidente, legge con irritazione i nuovi attacchi del Pdl e replica con Giuseppe Arena: «Iacolino mente sapendo di mentire, offrendo un quadro palesemente deformato e lontano dalla realtà». Per il parlamentare autonomista «l'avanzamento della spesa certificata è nettamente superiore ai dati forniti. Non un solo euro al momento risulta perso. Qui di abbandonata c'è solo la Sicilia, grazie al disinteresse dei grandi partiti nazionali che si sono succeduti nel tempo».

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