Menze stagioni

Preparatevi a una simanata di sofferenza. Pensate: vi susiti con la matinata coi crastoni che se la dormono ancora della bella e come al solito la mamà li deve prendere a carcagnate nelle gengive per convincerli che devono andare a scuola. Voi vi accorgete del tempo che fa quando vi assittate nel retrè per consegnare la differenziata alle fognature. Perché, perché ovviamente, a motivo del feto, aprite la finestra del cabinetto è vi sbatte nella faccia un cielo azzurro che viene il cuore. Ma certo con questo sole è un peccato andarsene a lavorare. Ma almeno non vi dovete mentere lo scafando dello sciattel come se dovete andare nella luna.

A proposito, tra un poco, quando è scuro, guardate verso Ponente dove c’è la luna. Sotto ci sono tre stelle in fila che veramente veramente non sono stelle ma pianeti: Giove, Venere e Mercurio. Il cielo è sereno quindi li vedete di sicuro.

Allora: avremo una bella settimana di tempo buono e di temperature discrete. Ma solo di giorno (giovedì 17, venerdì 18, sabato addirittura 19). Di notte invece farà freddo soprattutto nelle ore dell’alba.

Ma io dico, con un cielo così pure che c’è un poco di freddo che importanza ha? Ma uscite per cortesia, prendete aria che male non ve ne fa, ai picciriddi metteteci una burritta e una sciarpina di lana e portateli alla villa a giocare al pallone fino a quando le pagnottelle non ci diventano rosse e gli occhi ci luccichiano come l’argento. Perché ora comincia il periodo più bello dell’anno: le giornate si allungano, il tempo si mette bello sistemato anche se le sorprese non mancheranno, le temperature saranno quelle giuste.

Ma attenzione, non ci date conto a quelli che dicono che ormai arrivò la primavera. E’ già una minchiatona dire che non si sono più le menze stagioni. Ma è pure minchiatona dire che c’è un’anticipazione di una stagione che non c’è più! Come vi pare questa? Meteobilli ogni tanto si iecca nella filosofia.

Prendiamo Pasqua per esempio. Quest’anno cade domenica 8 aprile. Ora ci avete fatto mai caso che il Venerdì Santo c’è sempre il tempo picchioso? Quando ero picciriddu e capitava che la Pasqua era più verso maggio che verso marzo e magari c’era tempo bello, io restavo sempre basito perché Il venerdì Santo quando c’è la processione della Via Crucis c’era sempre un tempo troppo, troppo siddiatu. Poi la domenica con la Resurrezione il tempo si allargava sempre. E a me mi pareva che pure il tempo si prendeva considerazione della Tragedia. E negli ultimi anni è stato quasi sempre così. La Pasquetta è diversa: un colpo è buona e l’atmosfera prende il profumo delle stigghiole sino a Vladivostok. Un colpo è  sotto l’acqua allora si sarbano i pled le gradigghie e la carbonella e scatta il piano B: pasta cu furnu a casa e capretto assassonato.

La verità è che proprio in questo periodo comincia la sciarra tra il malotempo che si infila da parte della ‘Nghirterra opure dalla Russia e l’anticiclone delle Azzose che si vorrebbe posizionare dove si mente sempre da primavera all’autunno, cioè verso la Spagna. C’è un periodo che si sciarrinano a colpi di perturbazioni e il tempo diventa capriccioso. Ma è difficile pensare che cade di nuovo la neve, è giusto? Ma è pure difficile che ci possiamo comprare Secchiello e Paletta al picciutteddu tranne che non è entrato al concorso per carabiniere che, con la crisi che c’è, la paletta se la devono comprare loro.

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