Liberalizzazioni, il Senato corre veloce

Sono 77 gli articoli approvati, ne mancano 20 da esaminare entro mercoledì. Niente preventivi obbligatori, notai gratis per le srl semplificate, aumentano i tribunali delle imprese, ancora dubbi sulle farmacie

ROMA. Con 54 articoli approvati in poche ore di seduta la commissione industria del Senato batte il record di velocità varando in una mattinata più di metà del provvedimento liberalizzazioni. Ora gli articoli approvati sono in tutto 77 e ne mancano quindi una ventina per chiudere l'esame e consegnare il testo in aula per mercoledì prossimo. Il tutto tra lunedì, massimo martedì prossimo. Il successivo step si gioca in commissione Bilancio. Proprio lì lunedì mattina alle 12 si deciderà l'ammissibilità (per copertura) dei testi riformulati e dei nuovi emendamenti (5 in tutto) presentati alla norma per l'Ici alla Chiesa.


Poi si riunirà l'industria sciogliendo gli ultimi nodi. Che, come sempre, sono i più intricati anche se - si fa notare dal governo - non sono in corso "guerre di religione" ma piuttosto confronti. Confronti che potranno continuare anche domani prima dell'ok finale. Tra i vari argomenti sul tavolo si tratta ancora sulle farmacie in attesa del testo del Governo che fisserebbe a 3.300 la soglia per le nuove aperture. Ora il quorum è fissato dal dl a 3.000 abitanti e portarlo a 3.300 abitanti comporterebbe circa il 10% in meno di nuove aperture. Anche se si sta ancora discutendo se portare il quorum a 3.500 (il Pdl puntava addirittura a 3.800). E si discute ancora del 'delisting' dei farmaci di fascia C. Mercato non di poco conto (3 miliardi l'anno) e che quindi alimenta non pochi interessi. Da votare ancora le norme sui taxi e la separazione Eni-Snam.


Non si discuterà invece di Golden share (l'emendamento del Governo verrebbe presentato in altro provvedimento) mentre c'é da mettere ancora nero su bianco la parte che riguarda le tariffe professionali e che, da quanto si apprende, potrebbe essere demandata a provvedimenti successivi. Anche se è già stata licenziata la parte che riguarda i notai con concorsi in tempi certi e che dal 2015 diventeranno annuali. Si chiariscono intanto alcuni punti con i nuovi testi presentati da Governo e relatori (saranno votati lunedì). I professionisti sembrano 'vincere' su tutta la linea con l'accoglimento di tutte le richieste: in particolare salta l'obbligo di preventivo in forma scritta, l'illecito disciplinare se non rispettano le norme sul preventivo ora di massima. E per le società tra professionisti si prevede che gli stessi abbiano almeno i due terzi. Il compenso del cliente al professionista dovrà essere pattuito ma sarà necessario un preventivo di massima. Ai tirocinanti sarà riconosciuto un rimborso spese forfettariamente concordato dopo i primi sei mesi di tirocinio. I tribunali delle imprese saranno 20: 12 già esistenti e 8 nuovi (2 in Lombardia). Raddoppia il contributo unificato per finanziare le strutture. Il notaio per aprire un'Srl semplificata sarà gratis e su questo vigilerà il Consiglio nazionale del notariato.



E potrebbe cambiare il meccanismo di remunerazione della rete elettrica gestita da Terna. Resta ancora da sciogliere la parte che riguarda il mono o plurimandatario per le assicurazioni. Infine l'Ici per la Chiesa: a differenza delle previsioni in Senato sono stati depositati solo 5 sub-emendamenti. Tutti a firma Salvatore Piscitelli (Cn). Puntano a cancellare alcune parti del testo o a spostare l'entrata in vigore al 2016 (attualmente è prevista al 2013). Gli altri emendamenti puntano a sostituire l'espressione "con modalità commerciali" in "con modalità industriali" e a tenere conto degli immobili di interesse storico artistico anche se luogo di attività commerciali. Ma gli emendamenti dovranno essere vagliati sia per l'ammissibilità sia per le coperture. E quest'ultimo punto, insieme alle altre norme riformulate, sarà all'esame della commissione Bilancio che si riunisce lunedì. Poi il rush finale per mandare il testo (sul quale è assai probabile l'arrivo di un maxiemendamento e della fiducia) in aula al Senato a partire da mercoledì.



 Tra i nodi irrisolti del decreto liberalizzazioni c'é quello delle farmacie. Un nuovo testo annunciato dal Governo non è stato ancora depositato in commissione industria. Ma una parola definitiva ci sarà lunedì quando riprenderanno i lavori. Tra i temi della trattativa il quorum per le nuove aperture: 3.300 proponeva il Governo, 3.500 e fino a 3.800 la richiesta arrivata in parlamento.

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