Migliore: per ora niente licenziamenti

L'amministratore delegato dell'azienda: "Per ora ci sono gli ammortizzatori sociali e puntiamo su quelli. Cessare l'attività su tutti i punti vendita è una scelta dolorosa, ma non riusciamo a sostenere più il business"

PALERMO. "Non sta a me commentare il quadro economico attuale, ma la situazione di crisi del gruppo Migliore si colloca in un contesto di crisi più generale, a cui si aggiunge il ritardo della burocrazia nel porre in essere gli investimenti, che ci ha portato a pochi mesi dalla loro realizzazione, a non riuscire a sostenere più il business. E' una scelta dolorosa cessare l'attività su tutti i punti vendita". Lo dice Giuseppe Migliore, amministratore delegato dell'azienda, attiva da oltre 75 anni in Sicilia con due punti vendita a Palermo e uno a Trapani.
Migliore ha avviato la cassa integrazione straordinaria per 269 dipendenti e la chiusura per ristrutturazione aziendale. "Faremo le turnazioni - precisa - laddove è possibile. Parlare di licenziamenti per ora significa gettare nel panico i nostri dipendenti e le loro famiglie, ci sono gli ammortizzatori sociali e puntiamo su quelli". "Il gruppo - prosegue - ha debiti di funzionamento, come tutte le società. Non entro nel merito della cifra per non dare adito a strumentalizzazioni".
"Stiamo cercando - aggiunge - altri partner che portino 'finanza fresca' e la possibilità di mettere a reddito e fare ripartire l'azienda - Si tratta  di partner istituzionali e commerciali, attivi nel nostro settore sia a livello nazionale e multinazionale, che hanno interesse a mantenere il marchio e stiamo ragionando sul nuovo assetto societario".

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