L'errore sui Neutrini, Zichichi: "Einstein aveva ragione"

Il grande scienziato siciliano: "Quella scoperta dalla comunità è sempre stata presa con le molle, perchè conoscevamo le dinamiche"

Nel settembre scorso i fisici del gruppo Opera hanno annunciato di avere scoperto che i neutrini prodotti nel più grande Laboratorio di Fisica Subnucleare - il Cern di Ginevra - arrivavano nel più grande Laboratorio sotterraneo del mondo - il Gran Sasso dell'Infn - sessanta miliardesimi di secondo prima del "previsto". Il tempo "previsto" essendo quello che avrebbe impiegato un raggio di luce. Questa notizia metteva in crisi tutto ciò che era stato fatto sulla validità delle teorie fisiche fondamentali.



I media si buttarono sulla notizia dicendo che Einstein aveva sbagliato in quanto aveva detto che la velocità della luce era il massimo valore che potesse esistere per la velocità di qualsiasi cosa. Come se non bastasse tutti davano ad Einstein il merito di avere scoperto la teoria della relatività ristretta. Viste le novità che ridanno alla luce il privilegio di essere dotata della massima velocità possibile in questo mondo è forse bene chiarire un paio di cose.
La prima: non è stato Einstein ad attribuire alla luce il privilegio della massima velocità. Ci sono voluti ben duecento anni di scoperte in tre capitoli apparentemente diversi della Fisica - elettricità magnetismo e ottica - per arrivare al risultato che la luce doveva avere una velocità massima ed essere così una costante fondamentale della natura. Einstein ebbe il merito di studiare le conseguenze di questa grande scoperta sperimentale. Non di formulare l'ipotesi che dovesse essere la luce una costante fondamentale della natura. Questo - lo ripetiamo - fu il risultato di esperimenti fatti nel corso di duecento anni.



La seconda cosa da chiarire è che il padre della cosiddetta relatività ristretta fu un fisico olandese, il grande H. Lorentz. E infatti in termini specialistici si parla di legge di invarianza di Lorentz, non di legge di invarianza di Einstein. Lorentz scoprì che la sintesi- con appena quattro equazioni - fatta da Maxwell delle scoperte - per le quali ci sono volute duecento anni - portava in se un'altra incredibile conquista: lo spazio e il tempo non erano separabili e non potevano essere entrambi assoluti e reali. Uno dei due doveva essere una quantità immaginaria; pertanto la sintesi spazio-temporale doveva avere la proprietà di essere "complessa". Incredibile ma vero.



Nacque così la relatività ristretta che, dopo tre secoli da Galilei, entrava nel cuore della Scienza moderna. Einstein ebbe il merito di portare il tutto alle estreme conseguenze scoprendo la famosa formula, «E=mc2», che non avrebbe potuto esistere senza Maxwell e Lorentz. Questa formula sarebbe entrata in crisi se la velocità della luce avesse perduto il privilegio di essere una costante fondamentale della natura. Ed infatti «c» - nella formula - vuol dire «costante» ed è la velocità della luce. Il tutto era legato alle proprietà delle forze elettromagnetiche. Proprietà che nel secolo scorso hanno portato alla più rigorosa conquista della fisica moderna, cui si da il nome di Elettrodinamica Quantistica (in sigla Qed). L'enorme quantità di strumenti entrati nella vita di tutti i giorni (telefonini, radio, tv, elettrodomestici, tecnologie mediche tipo Tac, Pet, Risonanza magnetica) è figlia di Qed.



Chi scrive ha realizzato nel corso del secolo ventesimo gli esperimenti più rigorosi per verificare la validità di Qed alle massime energie. Questa validità aveva (ed ha) come colonna portante la velocità della luce che nessun fenomeno può superare. Ecco perché la scoperta del gruppo di Opera sui neutrini che avrebbero superato in velocità la luce è stata presa da chi scrive con estrema cautela. E infatti chi scrive è autore sia del Progetto Gran Sasso sia degli esperimenti fatti al Cern nei decenni passati sulla validità di essere la luce una costante fondamentale della natura. Il fatto che Opera abbia trovato errori nell'esperimento toglie qualunque dubbio ai privilegi scientifici di cui la luce ha goduto da Maxwell ai nostri giorni

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