Decreto "Salva Italia", la Regione impugna alcune norme

Le disposizioni legislative contestate, anche per l'assenza di clausole di salvaguardia a tutela delle prerogative proprie della Regione siciliana comportano, secondo la Giunta regionale, una violazione dello Statuto siciliano

PALERMO. La Giunta regionale siciliana, riunita a Palazzo d'Orleans sotto la Presidenza di Raffaele Lombardo, ha deliberato di impugnare dinanzi alla Corte Costituzionale svariate norme del Decreto Legge n. 201/2011, conosciuto come decreto «Salva Italia», convertito nella legge n.214/2011. Le disposizioni legislative contestate, anche per l'assenza di clausole di salvaguardia a tutela delle prerogative proprie della Regione siciliana - dice una nota della Regione - comportano, secondo la Giunta regionale, una violazione dello Statuto siciliano, nonchè del principio di leale collaborazione fra Stato e Regione. Le norme che saranno impugnate dinanzi al Giudice delle Leggi, tra l'altro, comporterebbero una cospicua sottrazione di risorse di spettanza della Regione siciliana o oneri finanziari a carico della stessa Regione in palese violazione delle norme statutarie.

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