Domenica, 25 Giugno 2017

Progetti antiracket di Addiopizzo e Fai, via libera del ministero

PALERMO. Sono state sottoscritte dal ministero le convenzioni relative a quattro importanti progetti antiracket ideati dalla FAI (Federazione Antiracket Italiana) e da Addiopizzo Palermo. La firma ieri, a Roma, alla presenza del ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri, dell’Autorità di Gestione Nicola Izzo, del Commissario nazionale Antiracket  Giancarlo Trevisone e dei massimi funzionari del ministero.
Al via da oggi le attività previste nei quattro progetti, che si svolgeranno nelle Regioni cosiddette ad Obiettivo Convergenza: Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.Questi i quattro progetti approvati:
- Realizzazione di due sportelli di solidarietà alle vittime del racket e dell’usura, con sedi a Napoli e Palermo, in partenariato con F.A.I. Il costo del progetto è di 1.797.000,00 euro complessivi per 3 anni. E’ volto ad offrire ai soggetti che hanno denunciato reati di estorsione e di usura una assistenza completa rivolta alla soluzione dei tanti problemi che seguono alla denuncia. Ciò anche rafforzando il sistema di relazioni tra i soggetti attori coinvolti a vario titolo nella lotta al racket e all’usura (Istituzioni, Enti territoriali, Associazioni Antiracket e Antiusura, Banche, Imprenditori, Forze dell’Ordine).
-Promozione di una rete antiracket per le Regioni dell’Obiettivo Convergenza, con sedi a Napoli, Caserta, in Calabria, Puglia, Sicilia occidentale ed orientale, in partenariato con F.A.I.. 
Il costo del progetto è di 3.524.000,00 euro complessivi per 3 anni. E’ volto a creare una struttura che fornisca una sufficiente conoscenza dei fenomeni del racket e dell’usura, la complessità del fenomeno mafioso, la sua evoluzione, la sua diversità territoriale e Costituzione di una rete per il “Consumo Critico antiracket”, con sedi a Palermo e provincia, e a Gela, in partenariato con il “Comitato Addiopizzo”. Il costo del progetto è di 1.469.977,75,00 euro per 3 anni. Il punto di partenza è costituito da un piccolo circuito economico già esistente, che si oppone pubblicamente al racket delle estorsioni mafiose. Lo scopo è quello di estendere la rete di “consumo critico antiracket”, quale strumento volto ad incentivare le denunce e creare un movimento collettivo di opposizione al fenomeno del “pizzo”.
- Rete di Consumo Critico “Pago chi non paga” in tutte le regioni dell’Obiettivo Convergenza (escluse Palermo e Gela). Il costo del progetto è di 2.782.000,00 euro. Si intende creare una “Rete di Consumo Critico” costituita da operatori economici e consumatori che consenta:
• l’allargamento del fronte di “reazione” alla pressione della criminalità con il coinvolgimento diretto dei consumatori nella lotta al racket;
• la differenziazione fra chi paga il pizzo e chi no, creando condizioni vantaggiose di mercato per coloro che rifiutano di pagarlo;
• la realizzazione di una rete di imprese etiche finalizzata a contendere il mercato alle imprese mafiose.

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