Amministrative, Lombardo: meglio votare il 6 e 7 maggio

PALERMO. Il governo è pronto a indicare la data delle elezioni amministrative in Sicilia: «Ci sono due ipotesi, adeguarci alle date fissate dal governo nazionale per il voto nel resto d’Italia o posticipare di qualche settimana. Io sono per la prima soluzione. Meglio votare il 6/7 maggio al primo turno e fare i ballottaggi il 20 e 21». A fine serata, dopo una giornata ricca di indiscrezioni, il presidente della Regione rompe gli indugi sulla data delle elezioni nei 140 Comuni siciliani chiamati alle urne. Lombardo ammette che «in molti pensano che sia meglio svolgere il primo turno il 27 maggio e poi il secondo a metà giugno». E nelle ultime ore Lombardo ha registrato pure il pressing di Udc e Fli per anticipare di una settimana la data rispetto a quella prevista nel resto d’Italia: per chi conta su un flop del Pdl, sarebbe un modo per fare da traino alla coalizione anti Berlusconi a livello nazionale. Ma Lombardo ritiene che «sia meglio non anticipare e iscrivere il risultato siciliano nel quadro di quanto accadrà contemporaneamente a livello nazionale». Che il voto in Sicilia abbia un risvolto più che amministrativo è però un fatto. Qui si vota nelle due città di Alfano (Agrigento e Palermo). E il coordinatore del Pdl è alla prima prova elettorale da quando ha ricevuto l’investitura di Berlusconi. Le difficoltà nella individuazione dei candidati sta isolando il Pdl. Alfano e il coordinatore regionale Giuseppe Castiglione sono stati convocati ieri sera a Milano da Berlusconi nella settecentesca Villa Gernetto. Silvio Berlusconi, nel corso del vertice - secondo quanto si è appreso da alcuni partecipanti - ha confermato che il simbolo del Pdl sarà presente ovunque si voterà in queste elezioni amministrative. Ed «eventuali liste civiche saranno valutate zona per zona, ma solo come supporto al Popolo della Libertà, mai in sua sostituzione». Berlusconi sarebbe anche irritato dal caso-tessere che ha macchiato la celebrazione dei congressi: toccherà a Verdini fermare il boomerang. Scenari che a poche ore dal vertice ieri erano tutti aperti: «Che avremmo fatto ricorso a varie liste civiche era annunciato da tempo - ha ammesso Castiglione - ma non rinunceremo al simbolo. Per quanto riguarda il candidato, non è necessario che sia del Pdl ma attendiamo di conoscere i programmi di chi è già in campo». Ieri, in serata, si era diffusa l’ipotesi di usare l’acronimo «Fi» cambiandolo in «Forza Italiani». Ma anche questa voce in tarda serata è stata smentita. Lombardo, che oggi non sarà alla presentazione di Massimo Costa a Palermo, alza gli argini del terzo polo: «Il Pdl si trovi un suo candidato. A Palermo Costa non può ereditare la gestione disastrosa che è sotto gli occhi di tutti». Attacca pure il finiano Nino Lo Presti: «Il Pdl sta offrendo uno spettacolo pietoso. Antipasto della mortificazione a cui sta andando incontro». Il Pd ha invece annunciato ieri l’arrivo a Palermo di Pier Luigi Bersani. Il segretario nazionale, che sostiene Rita Borsellino alle primarie, sarà in città il 27 febbraio per una manifestazione a cui parteciperanno anche gli altri candidati di sinistra: Davide Faraone, Fabrizio Ferrandelli e Antonella Monastra.

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