La serata dei duetti, le star internazionali illuminano Sanremo

Tornano in gara le coppie Pierdavide Carone-Lucio Dalla e Gigi D’Alessio-Loredana Bertè. Eliminati definitivamente Irene Fornaciari e i Marlene Kuntz

SANREMO. Serata di duetti con le star internazionale che illuminano l’Ariston. E poi due ripescaggi: dei quattro in fase di eliminazione, infatti, tornano in gara Pierdavide Carone-Lucio Dalla con Nanì e Gigi D’Alessio-Loredana Bertè con Respirare. Escono definitivamente dalla 62esima edizione del Festival di Sanremo, invece, Irene Fornaciari con Grande mistero e i Marlene Kunzt con Canzone per un figlio, che, però, si aggiudicano entrambi il Premio Sala Stampa. Primi i Marlene Kunzt per l’interpretazione di Impressioni di settembre (The world became the world) con Patti Smith, seguiti da Irene Fornaciari e Brian May con I who have nothing (Uno dei tanti).
LA SERATA. Sono le note di Frank Sinatra a introdurre la più bella serata del Festival (finora). Quella più musicale di tutte. Una vera e propria festa. Eh già, perché è stato ieri sera che finalmente la musica ha fatto da protagonista. I duetti belli (anche se non sono mancati fuori tempo e sbavature). Arrangiamenti ben curati. Ad aprire le danze, Chiara Civello, accompagnata dal reggae giamaicano Shaggy che se la cava meglio nel suo Boombastic più che nella canzone Io che non vivo (You don’t have to say you love me) di Pino Donaggio. E Bersani che “per fa asciugare l’Adriatico” chiama Bregovich a interpretare Romagna mia (My sweet Romagna) a suon di musica balcanica. Skye dei Morcheeba, bella e brava, come la Zilli: Never Never Never, elegante rivisitazione di Grande Grande Grande, un classico della canzone italiana. La canzone di Boncompagni diventa Speak Softly Love (Parla più piano) con il fantastico Al Jarreau, voce stupenda che spazia su una linea melodica poliritmica. Il vincitore di tre Grammy Awards accompagna i Matia Bazar. E da solo è semplicemente meraviglioso. Emma sale sul palco con il londinese Gary Go in una canzone italiana di Battisti e Mogol che inizialmente era proprio in Inghilterra che ebbe il suo massimo successo. Il Paradiso (If Paradise is half as nice). E insieme Wonderful, successo del cantante britannico. Ci sono pure le note di Nino Rota a introdurre Arisa e Josè Feliciano e il loro Que serà (Che sarà, con cui partecipò nel 1971 al Festival di Sanremo). Applausi per il cantante cieco che duetta anche con Morandi. È la musica di Morricone (come nella maggior parte delle intro di presentazione) ad introdurre Renga e Sergio Dalma, agli apici della classifica in Spagna. Si ritrovano insieme per una bella interpretazione di Il mondo (El mundo). Entrambi veramente molto bravi, e in Bella senz’anima toccano la massima energia vocale. È Dalla che inizia Anema e core, seguito da Carone e Mads Langer. È poi il cantante danese ad essere protagonista sulla scena con You're Not Alone. Standing ovation di musica, voci ed emozioni quando sul palco arriva una delle leggende della musica mondiale, Brian May (Queen) che, feat. Kerry Ellis, accompagnano Irene Fornaciari in I who have nothing (Uno dei tanti), rivisitazione della canzone di Joe Sentieri in una spettacolare ed energica esibizione che coinvolge con effetti speciali. Il momento più bello dei duetti. Tocca poi a Patti Smith, la statunitense sacerdotessa del rock, duettare con i Marlene Kuntz con Impressioni di settembre (The world became the world) e pubblico in piedi soprattutto quando canta Because the night con Bruce Springsteen. Un omaggio a Mia Martini ne Almeno tu nell’Universo per Gigi D’Alessio- Loredana Bertè con Macy Gray. Noa insieme a Finardi in un dialogo musicale appassionato, dove la cantante israeliana canta in napoletano e Eugenio in inglese la meravigliosa Torna a Surriento (Surrender). Veste rap per Dolcenera in una rivisitazione di Vasco con Professor Green che duettano in Vita Spericolata (My life is mine) e finiscono Noemi e Sarah Jane Morris con Amarsi un po’ (To feel in love).
PAPALEO. E poi c’è lui. Fa ridere con eleganza. Ricorda ai giornalisti ”che devo fare per andare sulle prime pagine? Offendere qualche capo di Stato?” e chiede a Morandi di “potersi occupare anche di lui”. “Tu-tutuf-tutuf-tutuf”, canticchia, “Vergognatevi!” urla mentre invita il pubblico, nessuno escluso (pure Mazzi!), a fare la foca. Non è invadente sul palco, ma quando arriva si sente!

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