Amia in crisi, niente soldi in più: Dal Comune solo due milioni

All'azienda mancherebbero otto milioni e mezzo per far quadrare i conti. Sindacati preoccupati, lunedì un incontro con il commnissario Latella

PALERMO. La vertenza Amia si complica. Da Roma non arrivano buone notizie. Niente soldi in più, anzi, a conti fatti, all’azienda di piazzetta Cairoli mancheranno circa otto milioni e mezzo per far quadrare i conti. Preoccupatissimi i sindacati: hanno già chiesto un incontro urgente con il commissario straordinario Luisa Latella che si terrà lunedì. E minacciano azioni di protesta. Le brutte notizie sono il risultato del vertice romano al ministero dello Sviluppo economico, il dicastero che ha nominato i tre commissari per l’amministrazione straordinaria dell’azienda. Ecco i punti salienti. L’ipotesi di avviare un concordato preventivo per pagare 100 milioni di debiti verso i fornitori attraverso un mutuo è andato in fumo. Il concordato preventivo dimezza il debito ma era necessario che la Regione facesse da garante alle banche. Ma Palazzo d’Orleans ha detto no alla Latella. E pertanto, a questo punto, i 50 milioni si potranno ricavare solo dalla vendita delle azioni di Amg attualmente in possesso dell’Amia come risultato della ricapitalizzazione voluta dal Comune per dare una boccata di ossigeno all’azienda di igiene ambientale. Non meno spinosi gli altri due nodi. L’Amia ha chiesto otto milioni in più al Comune da integrare nel contratto di servizio. Il commissario Latella ha fatto sapere che con tutti gli sforzi possibili si potrà arrivare a due milioni, soldi che potranno essere recuperati dalla lotta all’evasione della Tarsu. La stessa Latella ha fatto capire senza giri di parole che l’altra strada sarebbe stata quella di chiedere al consiglio comunale l’aumento della Tarsu, sotto elezioni una strada chiaramente impraticabile. L’altro nodo riguarda i lavoratori di Amia Essemme. Da tempo si discute della possibilità si spostare una parte dei dipendenti presso l’Amap e accollare a quest’ultima azienda il personale. Anche questa ipotesi sembra tramontata. La riunione di Roma è servita a definire il futuro dei rapporti tra Amap e Amia. La prima si impegnerà a pagare il servizio di pulizia dei pozzetti pluviali erogando un milione mezzo in più all’Amia, meno della metà di quei 4 milioni che la stessa Amia intendeva risparmiare. Quindi su questo fronte mancano all’appello due milioni e mezzo. E così complessivamente il «rosso» dell’azienda sale a otto milioni e mezzo. Il ministero ha concesso comunque qualcosa: per esempio la possibilità che per circa metà dei dipendenti di Amia Essemme si possa ricorrere per un anno alla cassa integrazione straordinaria ma a condizione che venga elaborato un piano di risanamento finalizzato al ricollocamento dei cassintegrati. E a questo punto l’unica speranza è che la Regione finanzi una nuova fase di raccolta differenziata per assorbire il personale che va in cassa integrazione. Il tutto sarà discusso in consiglio comunale in una seduta a cui dovrebe partecipare sia il prefetto Latella che i commissari dell’Amia, i quali in due giorni faranno avere una situazione dei conti aggiornata anche alla luce del vertice di ieri a Roma. E a proposito di commissari al Comune resta in sospeso la vicenda sulla nomina di Patrizia Monterosso (capo di gabinetto di Lombardo) a vice commissario al Comune. Una nomina messa in discussione da un’interrogazione presentata all’Ars dal deputato Udc Giovanni Ardizzone. In aula è spuntato lo stesso Lombardo a difendere il provvedimento e a contestare un parere della Regione formulato nel 2004 che non consentirebbe la nomina. Ardizzone si è dichiarato insodisfatto dalle risposte di Lombardo. «Ribadisco che se si dimettono sindaco e giunta e il Consiglio resta in carica non è prevista la nomina del vice. Confido nel senso della responsabilità della Monterosso nel rinunciare all’incarico».

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